L’INTERVISTA/Valentina “dove dormono le stelle”, l’artista di Introdacqua vola in Uruguay

Classe 1984, Valentina Colella è un’artista innovativa, sperimentale e introspettiva. Da Introdacqua all’Accademia di Firenze sino alle gallerie internazionali, oggi pronta ad una nuova avventura: la residenza artistica in Uruguay. Una vita per l’arte, guadagnata sul campo di chi per agguantare il sogno ha svolto anche due lavori continuando a formarsi e studiare.   In pochi anni le sue opere hanno varcato i confini nazionali, lavori esposti a Taiwan al Koahsiung Museum of fine Arts con “le 29 stazioni della croce” e in Africa per “Footprints” l’evento a Johannesburg dell’ Art Residency, Arp Art Residency Project- Centro Luigi Di Sarro Roma. E’ stata promotrice del 10×10 al Maw di Sulmona che ha riscosso notevole successo e lanciato giovani artisti. Non è tempo per fare bilanci, per Valentina ora c’è solo “Oceano e Table Mountain”.

E’ stata scelta per una residenza artistica in Uruguay quali le emozioni e cosa farai?

La curiosità per i nuovi luoghi mi ha sempre spinto verso un superamento. In Uruguay lavorerò ad un progetto che si chiama “dove dormono le stelle”, che porto avanti dal 2014. E’ un progetto internazionale finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Coperazione Internazionale, interscambio organizzato dall’associazione Ottovolante di Bologna e la Fondazione Magistra, tra marzo e aprile sarò quindi a Montevideo..Tornando ai luoghi.. ho sempre subito il fascino della natura. Sin da piccola ho vissuto in simbiosi con essa. Passavo lunghe giornate a passeggiare in montagna, durante le quali ho trovato delle pietre sferiche e, nell’innocenza della mia età  pensavo fossero stelle cadenti.Negli anni della consapevolezza le ho trasformate in sculture,  riproducendole e facendone dono al mondo. Nel 2016 ho cominciato a creare e fissare i punti della mia costellazione, disseminati nei  luoghi che ho toccato durante il mio girovagare artistico. In Uruguay  la costellazione si arricchirà di nuove stelle…

Quando ha capito che l’arte sarebbe stato mestiere e vita?

Lo sognavo fin da bambina. Nel 2013 ho capito che era arrivato il momento di fare una scelta, l’arte non accetta i ritagli di tempo. Le opzioni erano due: fare l’artista e rischiare tutto, non fare l’artista e reprimere la forza. Ho passato molte notti senza dormire, ma la spinta è arrivata, ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato e senza paura ho collocato l’arte in alto nella scala delle mie priorità. Le idee arrivano da sole e non voglio più respingerle.

 

Chi l’ha ispirata, qual è la sua arte, i suoi studi?

L’ispirazione entra ed esce, non capisco se arriva da dentro o da fuori, certamente ho capito una cosa importante, con l’arte affronto le mie paure, esorcizzo e trascendo. Il mio mondo? È quello di tutti, io lo chiamo “il fruttomix”, i suoi semi: luoghi, esperienze e persone. Per quanto riguarda il percorso formativo, ho studiato all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, studiavo, lavoravo, esponevo..

Sul lato economico, l’arte paga? Cosa consiglia ai giovani che vogliono inseguire il suo sogno e vivere di arte?

L’arte paga se ti fai pagare. Quando si intraprende una strada così sarebbe poco sincero raccontare che l’economia sia lontana dall’arte. L’opera d’arte per me è idea oltre che pura estetica, la sento mia nel momento embrionale, quello della visione, è ancora mia quando diventa progetto su carta…poi i processi di realizzazione, ecco nasce l’opera quella che vedono anche gli altri, quella che vedevo io molto prima…dopo l’esposizione…e il mercato primario. I giovani che vogliono fare gli artisti? Provo ad essere sintetica: educazione, gratitudine, perseveranza.

Anna Spinosa

1 Commento su "L’INTERVISTA/Valentina “dove dormono le stelle”, l’artista di Introdacqua vola in Uruguay"

  1. Che piacere leggere questa intervista alla mia Valentina! leggere oggi le sue parole, seguire la sua crescita è la progressiva conferma di ciò che pensavo di lei. Ora voglio essere sorpresa! Intanto brava. Vittoria Biasi

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