Liste d’attesa, un “saltafila” per l’intramoenia

Si chiama ticket gold ed è l’operazione messa in piedi dal Tribunale per i Diritti del Malato, per ricevere una visita intramoenia pagando semplicemente il ticket. La procedura è stata spiegata da Catia Puglielli, per tutelare i pazienti che attendono settimane (o mesi, nel peggiore dei casi) per ricevere una prestazione sanitaria, alle volte urgente.

Il percorso da seguire è semplice: basta recarsi al cup e accettare la prenotazione, anche se la data dovesse esse molto distante. Poi scrivere alla Asl1, con un modulo fornito proprio dal TDM, tramite PEC o raccomandata A/R alla Direzione Sanitaria. Nella mail dovrà essere riportata la dicitura “La data assegnata non rispetta la priorità sulla ricetta. Chiedo che la prestazione venga erogata in regime di libera professione (Intramoenia) al costo del solo ticket, come previsto dal D.Lgs. 124/1998”.

“Oggi molti cittadini – scrive Puglielli -, per disperazione, smettono di lottare e vanno direttamente dal privato. Questo ha portato le prestazioni a pagamento (Intramoenia) a superare i limiti consentiti, mentre il servizio pubblico arranca. Ma esiste una legge che tutela senza svuotare il portafoglio. Se il SSN non rispetta i tempi, si ha il diritto di fare la visita in Intramoenia pagando solo il ticket. Se la prenotazione è tra tra 8 mesi per unaa prestazione che ne richiederebbe 1, è un documento di prova che dimostra che lo Stato non sta rispettando i tempi della classe di priorità (U, B, D o P)”.

Se l’ASL dovesse ignorare la richiesta, costringendo il paziente ad andare da un privato per urgenza clinica, avendo fatto i passaggi precedenti, verranno create le basi legali per richiedere il rimborso delle spese sostenute.

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