Lite per la mascherina: “Non sono un’untrice”

Non ci sta a passare per “untrice” la donna che venerdì scorso ha avuto un acceso diverbio con la segretaria di un ufficio professionale di piazza Capograssi a Sulmona, accusata di essersi presentata nello studio senza mascherina e con la febbre.

“La mascherina la avevo indosso sotto il bavero della giacca – racconta – evidentemente la segretaria non l’ha notata, dando in escandescenza dopo avermi misurato la temperatura che, a suo dire, era di 37,2 °C. Che se anche fosse stato vero non è una temperatura da creare allarme e sopra il livello per il quale la legge impone di non uscire di casa”. Lo dice con cognizione di causa la donna che nella vita fa l’infermiera al carcere di via Lamaccio dove nei giorni scorsi sono stati accertati tra i suoi colleghi più di un caso positivo al Covid. “Non mi reco a lavoro da diversi giorni – continua – quindi il timore della segretaria che io possa essere stata contagiata in ambiente di lavoro è destituito di ogni fondamento. E d’altronde non sono stata tracciata dalla Asl e godo di ottima salute, anche perché quando tornata a casa venerdì mi sono misurata personalmente la temperatura e non avevo alcuna febbre”.

Insomma lo spiacevole episodio, che ha avuto anche un seguito con l’allerta lanciata ai carabinieri, sarebbe, secondo la donna, “il frutto di un panico diffuso – continua – e certo di un modo di fare non molto professionale da parte della segretaria che, oltretutto, ha diffuso la notizia nel mio palazzo, creando un inutile allarmismo”.

2 Commenti su "Lite per la mascherina: “Non sono un’untrice”"

  1. Questa sta fuori di testa.

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