Lo “scempio” degli alberi tagliati “per la sicurezza”

Un esposto in Procura, da parte della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, e l’alt ai lavori. Il taglio delle piante lungo le Gole di San Venanzio, denunciato pubblicamente qualche giorno fa dall’ambientalista Augusto De Sanctis, a seguito di alcune immagini girate sui social, ha subito ieri la sospensione da parte del Parco regionale Sirente Velino. Si tratta di “un pesantissimo taglio di alberi della vegetazione ripariale del fiume Aterno alle Gole di San Venanzio- spiega l’organizzazione-. La vegetazione ripariale è fondamentale per la qualità ambientale di un fiume e per una miriade di animali”.

Ciò che ha chiesto l’associazione, dunque, è di “accertare i fatti, anche in relazione alle autorizzazioni esistenti”. Un taglio “inaccettabile e insensato”, “a raso su entrambe le sponde; difficilmente, quindi, poteva essere connesso a questioni di sicurezza della ferrovia”, all’interno di un’area protetta, zona Sic (di interesse comunitario) e Zps (di protezione speciale).

Sulla procedura vige un po’ di sconcerto dovuto anche alla valutazione di incidenza

ambientale che pare non essere mai arrivata al Parco. Una messa in sicurezza del tratto ferroviario che a De Sanctis suona un po’ strana perché se è vero che le piante necessitavano di un taglio è pur vero che le procedure autorizzative dovevano essere chiare e pronte. Sembra che a riguardo ci sia stata una conferenza dei servizi il 5 gennaio scorso, convocata solo due giorni prima, un breve preavviso che non ha consentito al Parco di farne parte. Ed effettivamente il Parco non c’era e l’intervento è stato di “somma urgenza- spiega il sindaco di Molina, Luigi Fasciani- portato avanti dal Genio civile regionale su richiesta delle Ferrovie dello Stato”. Somma urgenza che, quindi, spiegherebbe l’iter straordinario. “La convocazione dell’incontro c’è stata prima di Natale ed erano stati chiamati tutti” puntualizza il primo cittadino che aggiunge come la decisione sia stata della Regione per questioni di sicurezza che hanno riguardato sia la sponda del fiume immediatamente vicina ai binari, sia l’altra dove le piante era talmente alte da mettere a rischio la tratta ferroviaria. “Si trattava di piante secche” conclude Fasciani.

La scorsa settimana, dunque, il taglio della zona è stato condotto riportando a vista, piacevole per alcuni, il vecchio Mulino di Sant’Antonio, ma con la rabbia degli ambientalisti che gridano allo scempio e alla distruzione

2 Commenti su "Lo “scempio” degli alberi tagliati “per la sicurezza”"

  1. Giusto l’esposto.

    Un lavoro bello pulito…anche dove non serviva, ma giustamente per pareggiare il colpo d’occhio…si taglia a destra e manca.
    Taglio indiscriminato in un sito protetto (e per fortuna), dove nessuno si è posto alcuna domanda.
    Dove si ravvede la “somma urgenza”?
    Piante che non erano secche, che forse si dovevano potare, ma non a filo terreno.
    Anche qui sembra che la Regione ci abbia messo il suo zampino… ma come ben sappiamo… il business non va fermato…ed evidentemente la natura lungo le sponde dell’Aterno non produce alcun introito diretto… 😪

  2. Il sindaco Luigi Fasciani se sapeva, avrebbe potuto opporsi, invece anche questa volta non lo ha fatto. Il Parco idem. Basta tagliare che tutto si lascia tagliare? Il sindaco poi parla di alberi secchi? Ma come? Basta vedere le foto per capire che non erano secchi gli alberi tagliati, tanto che sono stati accatastati come legname da opera. E come si può dire che erano secchi? Si cerca di sdrammatizzare? Giusto l’esposto cosi magari si fa maggiore chiarezza. E qualcuno almeno farà più attenzione in futuro si spera. Sperando che chi deve pagare paghi per responsabilità, menzogne e disattenzioni eventuali.

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