“Lo stupratore sei tu” flash mob all’Aquila contro la violenza di genere

Ieri circa 100 donne hanno partecipato al flash mob “Lo stupratore sei tu” realizzato su Corso Vittorio Emanuele dell’Aquila e organizzato dal collettivo aquilano Fuori Genere. “Abbiamo replicato per le strade della città il flash mob organizzato dal collettivo di donne #LasTesis – scrive il collettivo Fuori Genere -. La performance, ‘Un violador en tu camino’, è stata realizzata la prima volta il 25 novembre a Santiago del Cile in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne per poi diventare boato in tutto il mondo. Attraverso il testo e la coreografia vogliamo denunciare la violenza contro le donne della polizia cilena e delle istituzioni: ci si abbassa infatti con le mani dietro la testa così come è stato ordinato a tante una volta fermate durante gli arresti a seguito delle rivolte. Anche in Italia la nostra autodeterminazione e la nostra libertà di scelta sono continuamente sotto attacco, dentro e fuori le mura domestiche, nelle strade e nelle scuole. A questa guerra dichiarata vogliamo rispondere riprendendoci tutto il tempo e lo spazio di cui necessitiamo. Anche se zitte non siamo state mai, 100 donne insieme che rompono il silenzio delle vie dell’Aquila sono un’eco femminista che rompe ogni confine”.

Solo in Abruzzo, e solo nelle ultime tre settimane, un uomo ha ucciso sua moglie per strada a Torino di Sangro; una ragazza è stata trovata seminuda nelle campagne vicino Teramo, dopo un tentativo di stupro; un uomo ha tentato di gettare la compagna in un fiume a Pescara; all’Aquila e Teramo due uomini sono stati arrestati per violenze nei confronti delle rispettive compagne. Ieri il corso dell’Aquila è stato invaso da decine di donne che hanno urlato all’unisono, rompendo il silenzio. E’ stato realizzato e steso uno striscione dov’è scritto “Mai più sole nei tribunali”, in solidarietà, complicità e vicinanza alle donne che sempre più spesso si ritrovano persino colpevolizzate nelle aule di tribunale.

4 Commenti su "“Lo stupratore sei tu” flash mob all’Aquila contro la violenza di genere"

  1. Renato Morgante | 20 Dicembre 2019 at 20:14 | Rispondi

    Il grande malinteso veterinario delle unioni matrimoniali, è che le femmine (anche se più modificate) provengono evolutivamente dalle scimmie, e ,come le scimmie, hanno la logica tendenza istintiva di partorire ogni anno da un maschio di sangue diverso per variegare la discendenza.Quindi dopo qualche anno di matrimonio, reggi e reggi,la testa non ce la fa più e se ne va con gli altri secondo le leggi di natura. Poi il marito,da fregnone,se ne accorge , mena alla moglie, e si finisce in tribunale con la ,violenza di genere e le femministe od altri modi con i quali si vogliono chiamare le corna.

  2. Caro Signor Renato non hai gran torto.Avevo una uguale problematica con la cavalla e il veterinario gli ha dato un forte lassativo, gli ha fatto togliere l’avena e somministrare una pasticca al giorno da 6 grammi di bromuro di canfora.Ricordandomi questa cura a mia moglie gli ho vietato i corn-flakes la mattina che possono riscaldare,gli metto guttalax nel latte almeno la mando libera e con una pasticca giornaliera da tre grammi viviamo tranquilli senza litigi e con risparmio delle spese di Tribunale.

  3. siete dei frustrati misogeni. fatevi curare

    • Scusa,ma c’è l’hai con me? Spiegati,un antropologo dell’800 ha scritto che le DONNE POLINESIANE, svolgevano il compito di scegliere ed arrostire personalmente i prigionieri di guerra per servirli come pietanza nelle feste e nei banchetti per le vittorie.. Eppure a guardarle sembrano tanto belle tanto graziose, Invece nell’animo sono peggio di Mengele.

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