
Antivigilia con vista sull’estate passata. In attesa dei proventi della tassa di soggiorno, Sulmona snocciola i dati sull’incasso del terzo trimestre del 2025, quando la patria di Ovidio è stata assalita dai turisti. Nei mesi caldi di luglio, agosto e settembre, i 12.013 ospiti delle 140 strutture alberghiere della città hanno fatto fruttare 25.154 euro di imposta di soggiorno, per un totale di 17.547 pernottamenti tassati. Una cifra in linea con il totale incassato dall’ente durante l’intero 2024, quando le casse comunali vennero rimpinguate con 67.416 euro provenienti dai visitatori che alloggiarono in città tra gennaio e dicembre dello scorso anno.
Questo in attesa degli introiti della coda dell’anno. Niente sold-out durante Vigilia, Natale e Santo Stefano, periodo speso in famiglia e a casa. Diverso il discorso per San Silvestro e Capodanno, con appena una manciata di camere ancora disponibili, con il tutto esaurito in vista per dire addio al 2025.
A Roccaraso, invece, è protesta vera con venti operatori alberghieri che si sono presentati in Comune, durante l’ultima seduta del consiglio comunale, per dire “no” al raddoppio della tassa di soggiorno. Nel Comune altosangrino, infatti, alloggiare una notte costerà tre euro, a fronte della cifra di un euro e cinquanta centesimi precedenti la delibera che contiene, tra l’altro, anche l’aumento dell’Imu. Il cuore della protesta, oltre che all’aumento dell’imposta di soggiorno, è quello della destinazione delle risorse, che prenderanno la via del Pala Bolino, per il rilancio dell’area del palaghiaccio destinata ad essere ristrutturata.
Investimenti che, a detta degli operatori, non costituiscono un’opera realmente utile alla destagionalizzazione. Per questo l’associazione albergatori starebbe valutando di impugnare le delibere e portarle sui tavoli della Regione. “Raddoppiare una tassa non è un risultato da salutare con soddisfazione, soprattutto se si considera che molte attività riescono a lavorare solo cinque mesi l’anno. Siamo sempre disponibili al confronto e riconosciamo al sindaco di averci dato la parola in consiglio. Tuttavia – dice Valentino Valentini, presidente dell’associazione albergatori – questo aumento rischia di produrre effetti negativi immediati sulla competitività del territorio, già messo a dura prova dall’aumento dei costi di gestione e dalla concorrenza delle località limitrofe”.
Non sarà di certo la tassa di soggiorno a fermare il turismo roccolano. Due notti in quel di Roccaraso, tra il 30 dicembre e l’1 gennaio 2026, costeranno almeno 500 euro a notte. Stessa cifra che si spenderebbe nella vicina Pescocostanzo, mentre prezzi più abbordabili a Rivisondoli, dove due sere a cavallo tra il 2025 e il nuovo anno non costano più di 500 euro.
Il tutto in attesa delle nuove nevicate che riempiranno gli impianti. Lo skipass giornaliero costa 60 euro, mentre per gli utenti junior e senior si scende a 54. Tariffa a cui si aggiungono 2 euro per gli sprovvisti della card elettronica.
… “ Nei mesi caldi di luglio, agosto e settembre, i 12.013 ospiti delle 140 strutture alberghiere della città hanno fatto fruttare 25.154 euro di imposta di soggiorno, per un totale di 17.547 pernottamenti tassati “ … e no, eh … qui gatta ci cova e meglio farebbe la GdF a darci un’occhiata più approfondita… non è possibile che dei 12.013 ospiti molto meno della metà si sono fermati a dormire per la seconda notte… ammesso che tutti vengano registrati all’arrivo…
Si sente una puzza di bruciato che ristagna nella Valle del fotti e piagne.
Fottono e piagnene, anche quelli montanari… e piagnene… e piagnene così bene, che dopo quasi ci ridono pure loro.
60 euro skipass utilizzando montagne pubbliche. strade al servizio degli impianti che vengono pulite con soldi pubblici. e poi c’è il karma, natale con montagne verdi