L’Odissea degli “sfrattati”: prolungata la permanenza in albergo, oggi si entra in casa

Altri giorni in albergo e altri soldi che il Comune di Sulmona ha dovuto spendere (che verranno restituiti da Ater) per mantenere con un tetto sulla testa i cinque nuclei familiari, sgomberati dalla palazzina in via Aldo Moro, a Sulmona. Oggi giungerà a conclusione l’Odissea della famiglie, sfrattate da aprile da quell’immobile che sarà oggetto di lavori di ristrutturazione. Gli inquilini avrebbero dovuto abbandonare le stanze, a pensione completa, del Manhattan la scorsa settimana, per insediarsi negli alloggi individuati dalla delibera di giunta dello scorso 3 luglio.

Poi la determina dirigenziale, che ha prolungato la “villeggiatura” forzata fino ad oggi, al fine di perfezionare il trasferimento degli inquilini “per evitare ulteriori disagi e scongiurare altri spostamenti disagevoli alle persone interessate, particolarmente fragili”. Scocca così il terzo mese lontano da una casa e, allo stesso tempo, il novantacinquesimo giorno in cui il Comune paga per mantenere tra quattro mura le cinque famiglie, al costo di 104 euro a persona, in camera singola, per un totale di 3.640 euro spesi nell’intervallo di tempo tra la determina (9 luglio) e oggi.

Domani, 16 luglio, gli inquilini avranno le valigie in mano e le chiavi delle abitazioni momentanee. Un paio di famiglie finirà ai civici 12/A e 20 in quel di via XXV aprile, rispettivamente di 42 e 45 metri quadrati.

Tre inquilini esodati, invece, hanno visto assegnarsi gli interni 56, 61 e 62 al terzo piano del Fabbricato Centro polifunzionale-Contratto di Quartiere I della zona PEEP, in Largo Sulpicia 1 e in via Orazio.

Il punto finale, però, non è ancora apposto. La perizia svolta da Ater nel 2024 non ha convinto l’avvocato che rappresenta i residenti, Mauro Sciullo, che aveva fatto richiesta di accesso agli atti. Le carte arrivate sul tavolo del legale sono, però, contrastanti. Da un lato una perizia che parla di una cinquantina di proprietà di Ater, dislocate lungo tutta la provincia dell’Aquila, sulle quali è necessario intervenire con lo sgombero per la messa in sicurezza. Tra queste, figura proprio la residenza in via Aldo Moro. L’altra perizia, redatta nel luglio 2024, parla di interventi da poter effettuare in modo “non invasivo, senza necessità di trasferire gli inquilini”.

Le aule di Tribunale possono aspettare, dopo tre mesi di sfratto lontani da comodità, effetti e beni personali.

Commenta per primo! "L’Odissea degli “sfrattati”: prolungata la permanenza in albergo, oggi si entra in casa"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*