L’onda lunga dei No Snam: in duecento per l’intervista con Presa Diretta

È stata una “chiamata” improvvisata e all’ultimo minuto quella che oggi ha radunato il popolo No Snam e la risposta è stata senza dubbio d’impatto. Circa 200 manifestanti radunati dal Coordinamento No Hub del Gas nella calura di un lunedì pomeriggio per attendere l’arrivo della troupe di Presa Diretta, programma di giornalismo d’inchiesta diretto da Riccardo Iacona per un servizio sul gas che andrà in onda in autunno. La giornalista Teresa Paoli e l’operatore Pablo Castellani, sono stati accolti da bandiere, cartelli e striscioni colorati che ribadiscono ancora una volta il “no” al gasdotto Rete Adriatica. Tanto entusiasmo per questo primo appuntamento post-lockdown nel quale era percepibile la voglia delle persone di riappropriarsi dello spazio pubblico. Le ragioni che da principio contraddistinguono il movimento sono state le parole d’ordine dell’evento: difesa dell’ambiente, diritto alla salute, vocazione al turismo naturalistico del territorio e rischio sismico.

A queste si aggiungono tesi nuove di carattere ecologico, vedi quanto dichiarato dal biologo del Parco della Maiella Antonio Antonucci. Il Pnm infatti nei mesi scorsi con un documento ha messo in luce quanto l’area sia fondamentale per la catena alimentare e quindi per la sopravvivenza e la tutela dell’orso bruno marsicano che la frequenta per nutrirsi dai numerosi alberi da frutto presenti. “L’impatto della centrale sulla flora e sulla fauna dell’area – spiega Antonucci – è davvero ingente”.

Fra i rappresentanti istituzionali anche il sindaco di Pettorano sul Gizio Antonio Carrara, in passato presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che ammette che in prima istanza era “ingenuamente” a favore dell’opera in quanto credeva servisse a portare il gas in Umbria. “Abbiamo poi scoperto che alla base c’erano mere ragioni economiche e di lì il ripensamento – afferma Carrara -. È un’opera che viene fatta nell’Appennino perché i costi dei terreni sono bassi, ma non tiene conto che l’impatto sull’ambiente è elevatissimo. Oggi il fabbisogno di gas è inferiore rispetto al passato e per questo l’opera è inutile”.

Una tesi ribadita anche dal leader storico dei No Snam Mario Pizzola che spiega: “Oggi la rete nazionale che trasporta gas è sovradimensionata: 110 miliardi di metri cubi, contro i 70 miliardi che ne sono stati consumati nel 2020, 4 miliardi in meno rispetto al 2019. Il gas è una fonte che l’Europa vuole dismettere nel 2050 ed è inoltre clima alterante tanto quanto le altre fonti fossili. Noi chiediamo una svolta decisiva verso le rinnovabili”.

Secondo Giovanna Margadonna, attivista storica del movimento, l’alta partecipazione dimostra ancora una volta che il territorio sente fortemente il problema della centrale di compressione e del metanodotto. “Questo impianto – dichiara Margadonna – il territorio non lo voleva nel 2008 e non lo vuole oggi 13 anni dopo. Un messaggio chiaro di cittadini e cittadine che continueranno la battaglia perché sono consapevoli dell’importanza delle loro ragioni. Abbiamo dimostrato con i dati che questa è una fonte energetica che appartiene al passato e noi abbiamo bisogno di guardare avanti. Abbiamo bisogno di una drastica inversione di rotta”.

Un’onda lunga di un movimento che seppur si è visto continuamente “tradito” dalla politica nazionale che ha puntualmente dato pare positivo nei vari iter autorizzativi, resta fortemente determinato, consapevole  e deciso a resistere, fino all’ultimo.

S.M.

1 Commento su "L’onda lunga dei No Snam: in duecento per l’intervista con Presa Diretta"

  1. Secondo me si deve ripetere…..non era stata invitata la sindaca…..non merita questo affronto……

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