Maestri di sci, il Collegio in slalom tra le sentenze del Tar: “Nessuna discriminazione nelle elezioni”

Il Collegio Regionale Maestri di sci abruzzesi si difende in merito alla sentenza del Tar in merito all’illegittimità nella gestione delle elezioni per il rinnovo delle cariche, aveva compiuto diverse esclusioni di candidati per presunta mancanza di titoli. Il tribunale amministrativo regionale, infatti, aveva dato ragione ad una donna, esclusa perché rimasta incinta, e ad un uomo che aveva sospeso temporaneamente la sua attività di maestro e per questo non aveva frequentato il corso di aggiornamento.

“Non c’è stato nessuno scivolone dei maestri di sci abruzzesi – si legge in una nota ufficiale -. Non c’è stato nessun atto illegittimo da parte di un Collegio regionale che, invece, è pienamente legittimato ad operare. Non c’è stata nessuna discriminazione verso i diversamente abili e verso le donne. L’unica uscita a vuoto è quella di chi in questi ultimi due mesi sta giocando con la reputazione di un’intera categoria e sta strumentalizzando alcuni provvedimenti cautelari del Tar Abruzzo che, quando saranno valutati nel merito, saranno giudicati inammissibili ed infondati. Le sentenze prima di commentarle bisognerebbe saperle leggere”.

Nella nota il Collegio regionale dei maestri di sci abruzzesi precisa alcuni punti rispetto alle notizie diffuse relative al contenzioso amministrativo in corso nell’ambito del rinnovo del Collegio regionale.

“Ci sono due punti molto importanti che vanno subito evidenziati con forza – prosegue la nota -. La Regione Abruzzo, quale organo di vigilanza sulla tenuta dell’Albo regionale, ha chiesto al Tar il rigetto di tutti i ricorsi, riconoscendo che il Consiglio Direttivo ha operato nel rispetto della normativa regionale e di quella nazionale. Questo è un punto fondamentale perché anche in questo caso qualcuno si è divertito a tirare in ballo la Regione, sperando in qualche improbabile sponda politica, giocando sul qualunquismo, sulla disinformazione e mettendo a rischio la reputazione e la credibilità dei maestri di sci abruzzesi.

Il Consiglio Direttivo, aggiunge la nota, pur rispettando i provvedimenti cautelari, ritiene che, una volta discussi nel merito, i ricorsi saranno dichiarati dal Tar infondati oltre che inammissibili, non essendo stati peraltro notificati ai controinteressati, come prevede il codice della giustizia amministrativa e la pacifica giurisprudenza in materia di giudizio anticipato sulla esclusione delle liste.

“C’è poi da fare un’altra operazione verità per rispondere in maniera puntuale a chi cerca di utilizzare la leva della giustizia amministrativa per ricavarsi uno spazio che, in condizioni ordinarie, non riuscirebbe mai ad ottenere per mancanza di consenso. Il gruppo di lavoro che negli ultimi tre mandati ha ottenuto la fiducia dei circa 700 maestri di sci abruzzesi, ha centrato risultati straordinari e non ha certo paura di misurarsi con le elezioni. Dalla legge regionale che è diventata un modello a livello nazionale, ai contributi per l’emergenza Covid (1,7 milioni di euro) fino ai fondi per la compartecipazione all’acquisto della divisa unica (100mila euro). Sono anni che il Collegio regionale abruzzese, rappresentando pienamente tutti i comprensori sciistici, lavora con successo per mettere la figura del maestro di sci al centro delle politiche turistiche, scommettendo sulle regole, sulla professionalità e sulla sicurezza. A qualcuno, fortunatamente si contano sulle dita di una mano, queste linee di sviluppo e crescita della categoria non piacciono. Noi non ci faremo intimidire. Abbiamo ricevuto – conclude la nota – centinaia di telefonate di sostegno e di solidarietà da colleghi che si sentono infangati e vedono messa a rischio la propria professionalità e la propria reputazione da parte di chi è allergico alle regole. Alla vigilia di una stagione invernale che, tra il caro energia e l’inflazione galoppante, si annuncia insidiosa, questo gioco al massacro, è veramente inaccettabile”.

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