Mafia dei pascoli, Confagricoltura difende la legge

Confagricoltura L’Aquila, “contraria all’emendamento del consigliere regionale Americo di Benedetto che, a poco più di un mese dall’approvazione della LR 6/2020, propone la demolizione completa dell’articolo 9 che ha introdotto una serie di regole cui i Comuni devono attenersi per l’attribuzione dei pascoli agli allevatori”. Si tratta di regole condivise da Confagricolturache ha collaborato attivamente alla stesura della norma proposta dalla Consigliera Regionale Antonietta La Porta e dal Vice Presidente della Giunta Regionale e Assessore agricoltura Emanuele Imprudente.

“Con questo provvedimento – spiega l’associazione – si è cercato di frenare l’attività predatoria di tante società del nord il cui unico scopo non è quello di salvaguardare gli ambienti montani ed il benessere degli animali ma di lucrare milioni di euro di contributi erogati dalla Unione Europea”.

Secondo quanto riporta Confragricoltura, l’iniziativa si Di Benedetto “è sostenuta da numerosi Sindaci del territorio aquilano che, evidente, hanno scambiamo i sostegni comunitari concessi agli allevatori come un bancomat per fare cassa al pari di quello che fanno queste società”.

“I sindaci fanno male ad appoggiare le speculazioni – prosegue la nota -e dovrebbero discernere se i flussi di denaro alimentano un’economia sana e produttiva oppure mere rendite speculative incapaci di bloccare l’inesorabile morte dei borghi montani, dovrebbero avere una visione più ampia che quella di coltivare orticelli e realizzare sinergie e fusioni di comuni per rendere più solido il tessuto umano frastagliato e del tutto tagliato fuori dagli interessi di città più popolose e dal richiamo della costa”.

1 Commento su "Mafia dei pascoli, Confagricoltura difende la legge"

  1. “… i numerosi Sindaci hanno scambiato i sostegni comunitari concessi agli allevatori come un bancomat per fare cassa …”
    CENTRO!!!

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