“Mafia dei pascoli”, gli allevatori abruzzesi scrivono al Consiglio regionale

Sono della Valle Subequana, della Valle Peligna, della Valle del Tirino e solo per citare alcune zone, ma le aziende che si schierano contro i sindaci che, nell’ambito della normativa sull’allevamento, sostengono il consigliere Amerigo Di Benedetto, sono tante.

E sono i loro proprietari che per “contrastare la speculazione sull’affitto dei pascoli” hanno scritto una lettera comune a tutti i consiglieri regionali, al presidente della Regione e alla sua Giunta

“L’emendamento infatti nasconde alcuni gravi rischi che noi allevatori ci permettiamo di evidenziare. L’emendamento punta infatti a scardinare tutto il lavoro fatto per sconfiggere quella che alcuni definivano la ‘mafia dei pascoli’ per poter continuare con la pratica delle concessioni a ditte esterne alla nostra regione, evidentemente meglio dotate di forza finanziaria e di lobby verso una parte di amministratori locali.
Infatti l’emendamento, pur adottando lo stesso schema dell’art. 9 della legge 44 del 6 aprile 2020, in realtà punta tutta a depotenziare la riforma già approvata ed oggi vigente”.

“Una vera e propria restaurazione mascherata della situazione precedente alla L.R. 44/2020. Un ritorno a quella che alcuni chiamavano ‘mafia dei pascoli'” si legge ancora nella lettera.


“L’approvazione della Legge attuale è stato un atto di giustizia nei confronti degli allevatori abruzzesi che con abnegazione e sacrificio presidiano il territorio delle aree interne della nostra regione. I pastori d’Abruzzo – aggiungono gli allevatori – non meritavano di continuare ad essere penalizzati nei loro diritti quali naturali residenti per supposte esigenze ‘di cassa’. Ventilare ‘l’utilizzo di società di comodo e prestanome’ vuol dire solo confermare lo stato delle cose prima della riforma: un diffuso stato di ingiustizia ai limiti dell’illegalità.
E una precisazione occorre fare al consigliere Di Benedetto. La Legge non vieta alle Amministrazioni di fare le gare d’appalto, semplicemente fissa la priorità per i naturali residenti del luogo, titolari dei diritti di uso civico. E non esclude neppure in via assoluta la concessione dei pascoli ad operatori economici di fuori regione una volta soddisfatti i diritti dei naturali residenti. E cavillosa appare l’obiezione che la riforma sia stata inserita nelle misure per il Covid19. La riforma approvata sostiene le aziende agricole abruzzesi in area montana, contribuendo proprio ad alleviare le conseguenze della crisi in atto.
Confidiamo che tutto il Consiglio Regionale, maggioranza e minoranza, non voglia prestarsi a questo gioco perverso, bocciando senza esitazioni l’emendamento di Di Benedetto”.

1 Commento su "“Mafia dei pascoli”, gli allevatori abruzzesi scrivono al Consiglio regionale"

  1. Americo Di Benedetto…consigliere regionale eletto…portatore di interessi… di CHI?
    Allevatori abruzzesi: NON MOLLATE di un millimetro!
    Questa legge Regionale non si tocca!

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