Mafia dei Pascoli, prosciolto imprenditore

Era finito sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato dopo la presentazione di un esposto in cui veniva accusato di aver percepito illegalmente i fondi Agea per circa 56 mila euro. Un’imputazione caduta davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona che questa mattina ha emesso la sentenza di non luogo a procedere per Maurizio Varallo, 62enne di Alfedena, per il quale il sostituto procuratore aveva chiesto la misura interdittiva, applicata dal gip e poi revocata dal tribunale per il riesame e la Corte di Cassazione.

L’imprenditore, difeso dagli avvocati, Aldo e Gaetana Di Ianni, aveva respinto ogni addebito nel corso dell’interrogatorio di garanzia preventivo, spiegando di aver seguito regolarmente le procedure. Stando a quanto dichiarato dalla procura, su una superficie di sei ettari di terreno, l’uomo avrebbe percepito i fondi europei senza averne alcun titolo, sottoscrivendo una serie di documenti all’insaputa dei proprietari, per l’uso di terreni agricoli in realtà mai utilizzati. Molti dei quali classificati come pascoli. Un meccanismo noto come “mafia dei pascoli” che la difesa ha respinto sia in fase cautelare che davanti al gup, sostenendo che l’imprenditore gestisce 1500 ettari in quattro regioni italiane e che la sospensione dell’attività provochetrebbe nocumento al pascolo di circa 500 mucche. “La procura si è innamorata di un capo d’imputazione sgangherato” ha concluso l’avvocato Aldo Di Ianni dopo aver ottenuto il proscioglimento dell’imputato

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