
Non sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’imprenditore agricolo, un uomo di sessantuno anni, di Alfedena non svolgesse l’attività di pascolo sui 914 titoli agrari confiscati dalla Procura della Repubblica. Il gip del Tribunale di Sulmona, Giulia Sani, ha restituito all’uomo, oltre ai terreni sequestrati, anche 56mila euro. L’imprenditore non sarebbe implicato nell’inchiesta per mafia dei pascoli, all’interno della quale era finito lo scorso luglio.
Il Tribunale per il Riesame dell’Aquila aveva concesso, inizialmente, il parziale dissequestro degli agri. Oggi, il giudice per le indagini preliminari ha revocato il sequestro disposto lo scorso mese, oltre a risarcire l’imprenditore con la somma contestata.
“Considerato – rileva il gip – che al di là del dato relativo alla sussistenza di un titolo formale di detenzione (che nel caso di specie non è necessario allegare al fascicolo aziendale trattandosi di fondi aventi una estensione inferiore a 5.000 mq) dagli atti di indagine non emergono indizi sufficienti a ritenere che l’imputato, il quale ha riferito di svolgere li attività da decenni, non svolgesse l’attività di pascolo”.
Secondo la Procura l’uomo avrebbe percepito, in modo illegale, 56mila euro di fondi Agea, ossia quei finanziamenti erogati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, principalmente nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea. Soldi dei contribuenti sui quali la mafia dei pascoli mette mani ed occhi, specialmente nei territori dell’Abruzzo rurale. Secondo la difesa, la sospensione dell’attività imprenditoriale per i prossimi dodici mesi sarebbe stata una catastrofe economica per l’indagato. L’imprenditore gestisce circa 500 mucche lungo 1500 ettari che possiede in quattro Regioni.
… “ 914 agri “ ? Ma che roba è… una nuova misura agraria?
Se è tutto nel rispetto delle normative, è giusto che l’imprenditore ritorni a fare quello che faceva prima del sequestro. Ditinti Saluti