Mafie, l’allarme della Procura: “Territorio da monitorare”. Valle Peligna e Vastese sotto osservazione

Non presenta fenomeni endemici di criminalità, ma resta un territorio fragile, da tenere sotto costante controllo. È il messaggio lanciato dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, Alessandro Mancini, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, durante la quale ha riacceso i riflettori sul rischio di infiltrazioni mafiose in Abruzzo, in particolare di matrice camorristica e della cosiddetta quarta mafia foggiana.

“La situazione complessiva – ha spiegato Mancini – pur non evidenziando una criminalità diffusa, anche grazie all’efficace azione delle Forze dell’Ordine e all’elevato senso civico della popolazione, va comunque monitorata per prevenire e contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata”. Secondo il procuratore, l’interesse dei clan verso il territorio regionale è già concreto, con particolare attenzione alle aree del sulmonese e del vastese.

Un allarme che trova riscontro anche nell’attualità giudiziaria. L’ultima inchiesta avviata dalla Procura europea ha infatti portato alla richiesta di rinvio a giudizio per sette imprenditori residenti tra la Valle Peligna e la Valle Subequana, confermando come l’area continui a rappresentare un terreno fertile per interessi illeciti.

A delineare il quadro è anche la relazione 2024 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), citata dallo stesso Mancini. Il documento sottolinea come l’Abruzzo non presenti forme di criminalità organizzata autoctona, ma non sia immune dalla presenza e dall’operatività delle mafie. Si tratta di una criminalità definita “silente”, al momento priva di manifestazioni violente, ma fortemente interessata agli appalti pubblici e alle opportunità economico-finanziarie.

Secondo la DIA, sul territorio regionale operano, seppur senza strutture stabili, le principali organizzazioni mafiose italiane: camorra, ’ndrangheta e mafia foggiana, con modalità “diffuse e intermittenti”.

Numerosi i settori a rischio indicati dal procuratore generale: ristorazione, edilizia, logistica e servizi ambientali, in particolare la gestione abusiva dei rifiuti. Emblematico il fenomeno delle infiltrazioni nei subappalti pubblici, spesso attraverso imprese intestate a prestanome riconducibili a sodalizi criminali. In questo contesto si inseriscono le interdittive antimafia emesse dalla Prefettura dell’Aquila nel corso dell’ultimo semestre, a dimostrazione di un’attenta attività di vigilanza.

Sul fronte dei numeri, i dati 2025 – elaborati da ISTAT, DIA e Ministero dell’Interno – mostrano una criminalità complessivamente stabile rispetto all’anno precedente. Tuttavia, cresce tra i cittadini una percezione di insicurezza, segnale che, secondo Mancini, impone di non abbassare la guardia.

8 Commenti su "Mafie, l’allarme della Procura: “Territorio da monitorare”. Valle Peligna e Vastese sotto osservazione"

  1. Il senso civico della popolazione può essere un ottimo anticorpo !
    Denunciate sempre anche tramite esposti anonimi le
    Azioni criminose !
    Fuori mafia camorra e Ndrangheta dalla valle Peligna !
    Qui non c è spazio per questi vermi .

  2. Elisabetta Bianchi | 31 Gennaio 2026 at 18:41 | Rispondi

    L’AQUILA – “Deve rilevarsi come la situazione complessiva, pur non presentando fenomeni endemici e diffusi di criminalità, anche grazie alla efficace azione delle Forze dell’Ordine, e all’elevato senso civico che contraddistingue la popolazione di questa Regione, va tenuta sotto costante controllo onde prevenire e contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, in specie di stampo camorristico o della c.d. “quarta mafia” foggiana, che già manifesta l’attenzione al nostro territorio, con particolare riguardo al Sulmonese ed al Vastese”.
    Invece Abruzzoweb nel virgolettato cita la parola “Sulmonese”riferendosi alle infiltrazioni di criminalità camorristica e quarta mafia foggiana …non scrive “Valle Peligna”…il concetto territoriale è quindi diverso…e l’autore dell’articolo de ilgerme lo sa…

  3. Elisabetta Bianchi | 31 Gennaio 2026 at 18:48 | Rispondi

    CRIMINALITÀ SILENTE MA ATTENTA ALL’ABRUZZO: L’ALLERTA DELLA PROCURA GENERALE – ReteAbruzzo.com https://share.google/xz2RumMlqpgEJMVcU

  4. Si è sempre detto che pervenire è meglio che curare.
    Visto quello che si vede in giro (centro storico in primis)il tempo della prevenzione è passato da un pezzo …

  5. Buongiorno. Finalmente svegli dall’assopimento generale di anni di pennica e dormiveglia. Anni in cui piccoli mariuoli, spacciatori, strozzini, picchiatori e delinquenti abituali, che per buonismo e per paura – compresi normali cittadini ( comprensibili ) – ma soprattutto da parte degli apparati dello Stato a tutela del territorio e dell’applicazione delle Leggi e della legalità, hanno permesso a costoro di crescere e ramificarsi come la gramigna, infliggendogli pene miti anche se plurirecidivi.
    Questo ha creato l’humus ideale per le infiltrazioni di organizzazioni malavitose e criminali più strutturate, nonostante abitiamo in un territorio dove ci si conosce tutti, non solo per nome, ma per soprannomi familiari da generazioni.
    Nevica sempre di meno nella Conca peligna, ma la CONCA è sempre di più ricoperta di bianco.
    Ma il peggio deve ancora arrivare, e parla lingue ai più sconosciute, è sotto gli occhi di tutti gli inermi cittadini, ma purtroppo le Istituzioni adesso non vedono e non sentono, fra qualche anno forse riapriranno gli occhi, e saremo ancora qui a constatarne i danni arrecati al territorio, ma soprattutto agli indifesi cittadini.
    Allora, sarà troppo tardi.
    Sveglia!

  6. Vedete la mafia a Sulmona ma non vedete che la valle peligna è fallita…la mafia segue i soldi non i morti di fame!!!

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