Maggioranza regionale spaccata su nomine. Marcozzi: “È poltrona virus”

È crisi in consiglio regionale dopo che nel centrodestra non è stata trovata la quadra sulle nomine politiche, in particolare quella alla Corte dei Conti dove era previsto il forzista Paolo Gatti. La Lega ha abbandonato l’aula facendo saltare di fatto il numero legale. La seduta si è aperta con le comunicazioni del Presidente della giunta e dell’Assessore alla Sanità, sull’emergenza coronavirus. Subito dopo su proposta del gruppo consiliare della Lega è stato presentato un ordine del giorno che impegna il governo regionale a costituire una cabina di regia composta “dalle migliori energie regionali in campo economico, giuridico, imprenditoriale e sociale, senza emolumenti” che si occupi di proporre misure per fronteggiare l’emergenza socio-economica riferita alle aree interne ed ai territori colpiti dai terremoti degli scorsi anni. Successivamente l’aula ha preso atto delle dimissioni del consigliere regionale Giovanni Legnini, votata al’unanimità da tutti i consiglieri regionali. A Legnini succederà Pierpaolo Pietrucci in quanto risultato primo dei non eletti tra i candidati nella lista circoscrizionale dell’Aquila.

Subito dopo è venuto a mancare il numero legale causata dall’abbandono dell’aula da parte del gruppo della Lega che con i suoi 10 consiglieri è il gruppo principale di maggioranza, facendo di fatto ripiombare nella crisi il centrodestra regionale dopo l’empasse sulle nomine Asl e sul bilancio del dicembre scorso.

Attaccano le opposizioni con la capogruppo Sara Marcozzi del Movimento 5 Stelle che parla di “poltrona virus”. “La giornata di oggi – dichiara Marcozzi – è la rappresentazione perfetta del modo di lavorare del centrodestra: prima convocano un ordine del giorno fondato su nomine e modifiche statutarie per aggiungere poltrone e aumentare gli stipendi, poi litigano perché non trovano l’accordo e bloccano i lavori, facendoci perdere tempo che avremmo potuto impiegare molto meglio per l’Abruzzo”.

Non è da meno il capogruppo Pd Silvio Paulucci che afferma: “Il giocattolo è rotto, e adesso lo vedono tutti – incalza Paolucci – La Giunta lenta non ha più neanche una maggioranza su cui appoggiare il suo nulla, l’alleanza è in frantumi, i giochi di potere hanno svelato l’inconsistenza di un progetto mai davvero nato. Lo strappo della Lega sull’ennesima manovra oscura certifica la crisi di un esecutivo fondato sulla reciproca diffidenza, sugli sgambetti, sul livore. Basta, qui non si tratta più di chiedere un cambio di passo, di passi non ce ne sono mai stati e non ce ne saranno e quelli tentati finora si sono rivelati passi falsi, considerati i diversi rinvii al mittente di atti palesemente illegittimi e persino incostituzionali. Per gli abruzzesi non c’è nulla: non si è potuto parlare dei problemi delle persone, della sanità ferma, del lavoro a rischio, pensano solo agli interessi politici propri e dei loro committenti nazionali e nemmeno si premurano di nasconderlo”.

2 Commenti su "Maggioranza regionale spaccata su nomine. Marcozzi: “È poltrona virus”"

  1. Della tap metanodotto non ne parlano i 5s ????
    Che a Roma si sono incollati alle poltrone ???
    Che di Maio è a favore della tap ???
    Che schifo

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