
Una storia di violenze domestiche e maltrattamenti compiuti tra il 2017 e il 2025 da un marito e padre padrone nei confronti della sua ex 40enne e del figlio minore di 11 anni. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per un 48enne di Sulmona accusato di aver posto in essere condotte aggressive e persecutorie, tra cui schiaffi, colpi al volto, afferramenti per i capelli e per il collo e, in varie occasioni, spinte e percosse nei confronti della sua ex compagna.
“Ti rimando al tuo paese” le avrebbe detto l’uomo autore, secondo l’accusa, di violenze psicologiche e verbali consistenti in ingiurie, minacce e denigrazioni, alcune riferite anche al figlio minore, nonché in commenti offensivi su rapporti personali o sulla vita lavorativa della donna che, in alcuni episodi, avrebbe subito la chiusura della mano nella portiera di un’autovettura e la rottura del labbro e degli orecchini.
Vittima del padre padrone sarebbe stato, in più occasioni, anche il figlio di 11 anni. All’uomo vengono contestati anche comportamenti persecutori, come appostamenti nel luogo di lavoro e installazione di telecamere nell’abitazione, atti che avrebbero generato nella donna ansia e paura tali da alterare le proprie abitudini e limitare la libertà di movimento sia per sé che per il figlio. L’udienza preliminare il prossimo 16 giugno quando l’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Scelli, comparirà davanti al giudice e alle persone offese assistite dagli avvocati Alessandro Margiotta e Serafino Speranza.
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