Maltrattamenti in famiglia, pena ridotta in Appello ad un ottantasettenne: condanna a due anni di reclusione

Viene diminuita a due anni di reclusione la pena per maltrattamenti in famiglia, inflitta ad un ottantasettenne di Sulmona. Lo decide la Corte d’Appello dell’Aquila, che ha condannato l’uomo anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento da liquidare alla vittima. L’anziano, nell’arco temporale intercorso tra il 2018 e il 2020, avrebbe costretto la moglie (63 anni) a coabitare assieme ad una badante, straniera, portata in casa per svolgere le faccende domestiche e accudire l’uomo.

Un’assistenza sui generis, visto che la badante avrebbe riempito l’uomo di attenzioni e regali. “Mia moglie è sempre fuori casa, qualcuno a me deve pur badare”. Così l’uomo ha giustificato la presenza della badante. La difficile convivenza ha innescato un clima di tensione in casa: urla e litigi che sarebbe sconfinati fino alle percosse. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe picchiato la consorte e in un’occasione le avrebbe puntato un coltello alla gola.

Una situazione insostenibile, che ha portato la sessantatreenne ad abbandonare il focolare domestico, modificando le proprie abitudini di vita, temendo per la propria incolumità. Per le violenze ricevute, erano scattate le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Sulmona. L’uomo nel 2024 era stato condannato a tre anni di reclusione dal giudice del Tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio.

Oggi, in Appello, all’ottantasettenne sono state concesse le attenuanti generiche. Uno sconto di pena che permetterà al condannato di espiare la pena con l’affidamento ai servizi sociali

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