Mancano i lavoratori nei campi. Rischio per la raccolta dei prodotti agricoli

Il presidente di Confcooperative Abruzzo Massimiliano Monetti, a nome dell’Alleanza delle Cooperative che, oltre alla stessa Confcooperative, mette insieme Legacoop e Agci Associazione generale cooperative italiane, sostiene che il comparto produttivo deve evitare che i prodotti agricoli rimangano nei campi in un periodo in cui tante persone sono senza lavoro o ferme per via del lockdown. Per questo, la proposta di Confcooperative è quella di attingere dalle liste dei percettori di reddito di cittadinanza o che si attivino almeno temporaneamente strumenti come i voucher.

Confcooperative Abruzzo è fra i quanti in questi giorni si stanno proclamando per la fine dello stato di chiusura generale del paese, una richiesta fatta da più parti nel mondo produttivo. “Con l’avvicinarsi del raccolto – spiega Monetti – i prodotti nei campi iniziano ad essere pronti. Per via dell’emergenza sanitaria, però, c’è il rischio enorme che i nostri prodotti ortofrutticoli vadano persi. E i numeri sono impressionanti: come già emerso, nella sola Marsica mancano all’appello tra i 3500 e i 4000 lavoratori che provenivano in buona parte dall’estero. Tutto questo mentre nella nostra regione l’Inps ha censito 18282 famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza, che possono contare su una media mensile di 484 euro”.

Le preoccupazioni di Monetti sono state espresse pubblicamente anche dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova che ha dichiarato: “Basta con le banalizzazioni degli anni scorsi, gli immigrati non sono nemici, siamo noi ad aver bisogno di loro. Il Nord sta soffrendo  c’è difficoltà a far arrivare i lavoratori e le lavoratrici dai Paesi dell’Est. Nonostante il ‘corridoio verde’ per le merci, le persone non vogliono spostarsi: dobbiamo garantire loro che potranno lavorare in condizioni di assoluta sicurezza”.

Monetti, poi, ricorda che non è solo il comparto ortofrutticolo a implorare lavoratori: “Tra non molto, tutto il mondo del vino abruzzese si troverà nelle condizioni di produrre, in un contesto dove il mercato interno sta crescendo anche alla luce della maggiore richiesta di consumo domestico. Senza manodopera, si rischia davvero una catastrofe e per questo l’obiettivo sarà di mantenere la produttività minima dei vigneti e preservare questo importante comparto dell’economia abruzzese”.

Al pericolo che sta vivendo il settore agricolo abruzzese, ma anche nazionale, si aggiunge quello degli agricoltori hobbisti ai quali non è permesso andare nei campi in quanto non è ritenuta un’attività strettamente necessaria. Nel frattempo che le settimane scorron, si chiudono importanti finestre per la semina di alcuni ortaggi, alla base della produzione agricola casalinga.

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