Mancano medici per lo screening, la Casini: “Ci hanno lasciati soli”

Sullo screening al Covid a Sulmona resta grande incertezza: alla vigilia, domani, della scadenza dell’appello fatto dalla sindaca di Sulmona per reperire volontari tra medici, infermieri, biologi e tecnici di laboratorio, infatti, non si sa ancora quante postazioni di prelievo potranno essere attivate. La Protezione civile dal canto suo ha già provveduto ad attrezzare le venti linee al Palasport, alla caserma Battisti e all’Incoronata e una quarta potrebbe essere attivata anche nella palestra della scuola Serafini, ma il problema fondamentale resta la quantità di operatori sanitari disponibili ad eseguire i prelievi.

“La Asl è completamente assente – ha denunciato oggi la sindaca di Sulmona, Annamaria Casini, durante il consiglio comunale – non ci ha fatto sapere nulla, non ci ha supportato, non ci sta fornendo alcuna indicazione su come reperire gli addetti. Anche la Regione, dopo la comunicazione fatta venerdì sera, ha lasciato nei fatti sulle sole spalle dei Comuni l’incombenza di organizzare uno screening di massa che richiede sforzi enormi”.

E in qualche modo Sulmona si è ritrovata avvantaggiata, essendo l’operazione di screening alla caserma Battisti già stata programmata prima dell’annuncio della Regione, tanto che all’Associazione nazionale alpini è stata assegnata una somma di 5mila euro per le opere di allestimento.

Secondo gli standard previsti per ogni postazione dovrebbero essere effettuati 200 tamponi al giorno, ciò vuol dire che con le attuali 20 linee previste dal Comune di Sulmona, in tre giorni, si riuscirà a coprire una platea di non più di 12mila persone, rispetto alle 20mila interessate dallo screening in città. “Ho qualche dubbio che si riescano a fare 200 tamponi a postazione – ha detto la Casini – al massimo se ne potranno fare 150/170” il che, conti alla mano, porterebbe a sottoporre a test a Sulmona circa 10mila persone. Poche rispetto a quello che ci si attende dai centri più grandi della provincia e che soprattutto è necessario per dare una validità statistica allo screening.

“Questa è la nostra unica occasione per arginare il contagio e l’emergenza sanitaria – ha detto la Casini – alleggerendo l’ospedale sul quale finora non abbiamo avuto risposte. Per questo mi auguro che la cittadinanza risponda allo screening e partecipi in massa. Nei prossimi giorni definiremo le modalità di accesso ai drive-through e premeremo sulla comunicazione che è fondamentale in questo caso”.

Anche se l’app “Comunicare per proteggere” resta, come dal suo esordio, tristemente vuota.

3 Commenti su "Mancano medici per lo screening, la Casini: “Ci hanno lasciati soli”"

  1. Vattene ma non dalla carica che ricopri vattene ma non dalla città vattene ma non dalla nazione vattene vattene vattene

  2. Sutor ne supra crepidam

  3. Ricordo che nel 2018 mio figlio laureato fece domanda per fare volontariato all ospedale di Sulmona venne accettata ma doveva pagare di tasca sua 170 € per l assicurazione .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*