Mare mosso in collina. Il virus della poesia

Più che dell’andrà tutto bene, sarebbe il caso di parlare del perché è andato tutto storto. Fra un palleggio con la carta igienica e l’altro, bisognava raccontare dei 37 miliardi di euro tagliati alla sanità negli ultimi dieci anni. Celebravamo, giustamente, il personale sanitario stremato a fine turno, ma non ci eravamo detti che al 2008 erano stati tagliati 42 mila posti di lavoro nella sanità. Responsabili di tutto questo erano tutte le forze politiche che avevano governato nell’ultimo decennio. Mi domandavo chi avrebbe portato sulla coscienza i morti di questa epidemia? I politici che dovevano far quadrare i conti? I tecnici amanti dell’austerità? Noi? Chi? Probabilmente nessuno. In questa sorta di distopia che vivevamo sui balconi, imprigionati in un presente infinito senza la forza educatrice della storia e la tensione verso il futuro differente, a forza di flash mob ci saremmo dimenticati di tutti i colpevoli.

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Savino Monterisi

1 Commento su "Mare mosso in collina. Il virus della poesia"

  1. esatto. la forza del virus sta nell’inefficienza del sistema politico amministrativo e di chi ha spolpato la sanità in questi anni. Qui si inneggia a criticare l’Europa e la Germania , quasi perché hanno colpe per il fatto che hanno solo una piccola percentuale dei morti ed esigiamo da loro un qualcosa che avremmo dovuto avere già da soli. impastano la bocca del popolo con slogan e con il MES non sapendo di cosa parlano e postando foto di chi cancella la bandiera dell’Europa. siamo alla frutta e purtroppo la gente ha la memoria corta e quando tutto questo finirà non credo ne facciano tesoro.

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