Marelli, calo di produzione anche per il 2026. I sindacati: “La Regione sostenga i lavoratori”

“Chiediamo alla Regione Abruzzo e all’assessorato alle attività produttive di farsi promotori di questa iniziativa, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori della Marelli di Sulmona e di tutto il territorio”. Si rivolgono alle istituzioni Fim, Fiom e Uilm Territoriali Sulmona e Rsu Fim, Fiom e Uilm di Marelli Sulmona per supportare la vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento peligno, all’indomani dell’incontro svoltosi ieri sui piani aziendali per il 2026. “Dai dati e informazioni forniti dai veritici di Marelli – scrivono i sindacati – emergono sia conferme alle note criticità sia prospettive futuribili, comunque tutte ancora da costruire”. Parole non rassicuranti quelle dell’azienda che “da un lato ha affermato di non avere piani né di smantellamento né di ridimensionamento occupazionale dello stabilimento di Sulmona e dall’altro ha comunque prospettato un quadro di ulteriore, generalizzato, calo dei volumi anche per il 2026”. Un anno che quindi vedrà la crescita di potenziali esuberi, dagli attuali 158 a 163, numero elevatissimo su un totale di occupati pari a 443. Una situazione che verrà gestita, continuano i sindacati, attraverso gli ammortizzatori sociali con ulteriori 12 mesi di cassa integrazione in deroga, fino ad agosto 2027.

Altro punto, quello relativo agli “impianti ormai datati” per i quali l’azienda prevede il ricorso a una ditta esterna alla quale affidare il compito di controllare i pezzi prodotti prima di inviarli al cliente”, mentre riguardo l’impianto di verniciatura di Sulmona, “l’azienda ha comunicato di essersi attivata per mettere l’impianto a disposizione di nuovi clienti”. Fino alla prospettiva futuribile, come la definiscono gli scriventi, di una “collaborazione preventiva con Stellantis su alcune produzioni relative al Ducato Next Generation, che comunque partiranno non prima del 2029 e dureranno fino al 2044”.

Stupore per le dichiarazioni dell’azienda in merito al comunicati sindacali, parole che dimostrano, a detta delle parti sociali, “come l’azienda non abbia compreso fino in fondo l’impatto socio economico che la vicenda dello stabilimento peligni ha sui lavoratori, sulle lavoratrici e sulle loro famiglie”. Persone che, concludono Fim, Fiom, Uilm territoriali e Rsu “con il nostro supporto decideranno come portare avanti la loro vertenza”.

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