
Poche certezze e tanti “vedremo”. Escono insoddisfatti i senatori (ed unici due parlamentari presenti) Michele Fina (Pd) e Gabriella Di Girolamo (M5S) dal vertice del MIMIT, tenutosi ieri, tra governo, sindacati e Marelli. Nei palazzi romani si è parlato della procedura “Chapter 11” per il risanamento dei debiti e dei conti aziendali avviata negli Usa, della nuova governance del gruppo che dovrebbe subentrare al termine proprio di quella procedura, e della situazione degli stabilimenti italiani, compreso quello di Sulmona.
“In tutta onestà – scrivono in una nota congiunta – ci aspettavamo tanto di più e non le solite frasi di circostanza. Certo, il momento è quello che è e ci sono da capire e definire ancora tante cose. Ci si è mossi in ritardo, questa la verità che abbiamo più volte denunciato nelle interrogazioni parlamentari che da anni rivolgiamo al governo sulla questione, e pare si continui a perdere tempo. Non una critica ma una triste e preoccupante constatazione”.
Anche nel corso della riunione, forze sindacali a parte, la sensazione trasmessa, secondo i due senatori abruzzesi, è stata quella che non si volessero toccare i punti fondamentali sul tavolo è diventata via via certezza dopo aver ascoltato le riflessioni dei rappresentanti dell’azienda.
“Alla luce degli esiti del confronto di ieri – commentano -, abbiamo letto con un certo sgomento alcune dichiarazioni trionfalistiche riferite al mancato licenziamento di 36 operai della produzione bracci oscillanti dello stabilimento di Sulmona, perché l’azienda ha deciso di licenziarne soltanto 18. Stiamo parlando di persone e di famiglie! E degli altri 18 ci siamo scordati? Quali turni faranno i lavoratori? Riusciranno, e per quanto tempo, ad assicurarsi l’intera settimana lavorativa? La delusione è tanta visto che nel corso della riunione non è emersa alcuna certezza, nessuna garanzia per i lavoratori della fabbrica sulmonese. Perché il punto, ricordiamo ad azienda e governo, è proprio quello: a Sulmona arriveranno nuove commesse e saranno confermate quelle esistenti? Quali sono le intenzioni dell’azienda e quali saranno, per Sulmona e per gli altri stabilimenti italiani, le decisioni della nuova governance in termini di investimenti e tutele dei livelli produttivi e occupazionali? Servono risposte e ad oggi, spiace davvero tanto doverlo dire, non ne sono arrivate. Da parte nostra continueremo a monitorare la situazione con l’attenzione che merita, nell’interesse di lavoratori e famiglie che, anche per quest’anno, dovranno passare l’estate e i prossimi mesi nella precarietà e nell’incertezza”.
Esistono ancora i 5 stelle?
Si, esistono.
In uno degli ultimi sondaggi sono al 13,5%.
Una percentuale notevole.
Il terzo partito a livello nazionale.
E che sono andati a fare?sono tornati a mani vuote?fina e la di Girolamo?sicuramente gli statunitensi tremavano davanti a questi due statisti irrefrenabili!!ma dove erano gli altri anni?la di Girolamo sta lì da 7-8 anni ma nessuno sa a fare cosa…fina una sorta di meteora …mah…forse dovrebbero andare al parlamento europeo due personalità autorevoli e di spicco come loro,e sicuramente risolverebbero un sacco di problemi…magari vanno con le bici elettriche di Sulmona…io sono senza parole..saranno brave persone sicuramente ma queste pubblicità fuori campagna elettorale, sul nulla,non capisco a cosa servano..di questi incontri c’è ne sono uno al mese ,a volte di più,oggi magari i vertici erano in ferie,non c’era nulla da decidere e chi ti si presenta?churchill e tucher
i 5 stelle sono quelli che stanno portando avanti da anni la via della seta, l’accordo con la Cina. le industrie cinesi stanno letteralmente distruggendo l’industria italiana e di tutto l’occidente perchè sono più efficienti ed hanno prodotti più economici e questa parte politica parla di preservare e mantenere posti di lavoro in un settore che è oblsoleto e non tutelato per loro stessa politica. Veramente assurdo. Devono avere gli attributi di dire le cose come stanno, di chiudere le fabbriche che sono ormai fuoti mercato e dispendiose.
Stellantis però, ora sta investendo negli USA: ” Stellantis annuncia nuovi investimenti negli USA.
Casa Bianca:” Benvenuti nell’età dell’oro”.
Il gruppo diventa la prima casa automobilistica nell’era Donald Trump a prendere l’iniziativa dopo l’insediamento del presidente: 1500 posti di lavoro in Illinois riaprendo Belvedere e investimenti a Detroit, in Ohio e Indiana” (Fonte Sole24ore)
Anche da quelle parti ormai non sembra più una politica molto amichevole…
La UE ora più che mai, dovrebbe trovare la forza nell’unità e la via per affrancarsi dalle sudditanze, per esprimere maggiormente le proprie potenzialità in tutti i settori.
Per non soccombere a questo punto.