Marelli, i dubbi delle Oo.Ss.: “Chapter 11? Nessuna spiegazione sul destino degli stabilimenti italiani”

E’ un duro comunicato quello diramato dalle segreterie territoriali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm, nel quale commentano il vertice dello scorso 21 ottobre, al MIMIT. Sul tavolo romano l’istanza Marelli ha nuovamente tenuto banco, con un aggiornamento sulla procedura di ristrutturazione del debito (Chapter11) intrapresa dall’azienda.

Una procedura che prevede che entro gennaio 2026 il piano industriale complessivo di Marelli debba essere presentato alla Corte dello stato americano del Delaware, dove è stata avviata la proceduta del Chapter 11,e l’azienda ha precisato che fino a quel momento. Sugli effetti del piano che investiranno gli stabilimeenti italiani, però, tutto tace.

“Come anche nei precedenti incontri – commentano le Oo.S., è stato poi fatto un focus sugli stabilimenti italiani che vivono maggiori criticità, tra i quali quello di Sulmona, che è stato oggetto di particolare analisi. Marelli ha ribadito che lo stabilimento di Sulmona non può “aspirare” a produrre per clienti diversi da Stellantis perché a detta dell’azienda “non conviene esportare le traverse in lamierato”. Su questo punto vorremmo capire come fa, allora, a risultare conveniente produrre in India i bracci in lamierato per la ex Sevel e per la Polonia, quando potrebbero essere comodamente prodotti a Sulmona”.

“Abbiamo inoltre dovuto registrare – proseguono – che è in atto un incredibile rimpallo di responsabilità tra Stellantis e Marelli riguardo allo stato e alle prospettive per lo stabilimento sulmonese della Marelli. E mentre si cerca di stabilire di chi sia la colpa della crisi dello stabilimento peligno, si passa da un incontro all’altro senza che venga avanti alcuna ipotesi di rilancio del sito, il cui declino invece progredisce senza interruzioni. Infatti l’azienda ha informato che non è possibile riportare all’interno dello stabilimento quelle produzioni che sono andate verso ditte esterne perché Stellantis avrebbe risposto negativamente a una richiesta di supporto, e, a domanda esplicita di conoscere i volumi relativi alla prosecuzione delle produzioni dei bracci in ghisa per il Ducato Messico,i rappresentanti Marelli hanno risposto che di questo si parlerà in altra sede, quando in sede locale sempre rappresentanti aziendali avevano detto che se ne sarebbe parlato in occasione dell’incontro presso il MIMIT. Ma quindi qual è la sede per ricevere risposte concrete?”.

Le Oo.Ss., infine, fanno chiarezza sul cosiddetto investimento sul “miglioramento del processo” messo in atto nello stabilimento Marelli di Sulmona. Un investimento decantato a lungo, ma che è consistito non già nell’ammodernamento degli ormai datati impianti produttivi, ma nell’inserimento di una fase di cernita ad opera di una ditta esrerna che, una volta che i pezzi sono stati prodotti nei suddetti vetusti impianti con tutti i costi annessi e connessi, è chiamata unicamente a scartare quelli difettosi prima dell’invio finale al cliente.

“Prendendo in parola l’azienda – concludono le Oo.Ss. -, ora ci aspettiamo una tempestiva convocazione in sede locale per fare chiarezza su volumi produttivi, tempi, investimenti relativi al Ducato Messico, e non accetteremo strumentali rimandi ad altri tavoli”.

5 Commenti su "Marelli, i dubbi delle Oo.Ss.: “Chapter 11? Nessuna spiegazione sul destino degli stabilimenti italiani”"

  1. ducato Messico ad oggi 250 massimo 300 furgoni a settimana che corrispondono a due turni di lavorazione TRA IL FARLI E MONTARLI PS DUE TURNI CORRISSPONDONO AD UNA GIORNATA LAVORATIVA

  2. È finita! Ancora a credere alle istituzioni, ai tavoli, alle burocrazie… è il momento della protesta, del protagonismo operaio! Lavoratori, autorganizzatevi, siete centinaia, non delegate! Prendete in mano il vostro destino!

  3. Vittoria di Pirro | 29 Ottobre 2025 at 22:51 | Rispondi

    ma avremo l’auto elettrica entro il 2035

  4. Arriveranno tempi duri | 30 Ottobre 2025 at 00:29 | Rispondi

    Ma state ancora a credere a sti pallonari della dx?? A Gioggia e quell’altro pallonaro di salvini con il rimando all’altro inutile al governo della regione abruzzese??? Per nn parlare delle tre grazie ( o anche disgrazie) della regione locali??

  5. Non credo che la Stellantis dei francesi sia interessata a produrre in Italia.Il comparto automotive italiano è stato regolarmente e costantemente dismesso e depauperato, con esso anche le competenze umane. Marelli invece è finita nelle mani di un fondo di investimento estero dove l’unico interesse è il profitto e gli utili ottenuti a suon di tagli. A questo si aggiunge la crisi mondiale dell’automotive dove la parte del leone la faranno sempre di più i cinesi tecnologicamente avanti 20 anni e che nei loro centri di ricerca e sviluppo investono tantissimo.Vogliamo anche parlare delle risorse economiche del ceto medio sempre più in crisi a causa dell’inflazione che sì è mangiata anche la più remota possibilità di cambiare l’auto, la politica cosa ha fatto sia a sinistra che a destra? ha dormito profondamente.Sarebbe bastato che lo stato, così come fanno i francesi, entrasse nel capitale dell’ azienda e prendesse decisioni, perchè un assett strategico per l’Italia come l’automotive non si può lasciare in mano a chi specula sulle spalle di tante famiglie sul lastrico.

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