Mense, a tavola alle tre: esordio con “digiuno” per gli studenti. Giovedì ricorso al Consiglio di Stato

La prima non è stata buona, giusto per rovesciare un detto cinematografico, per un film che, a Sulmona, è stato quasi sempre un flop. E anche quest’anno, per non smentirsi, nonostante tutto sembrava pronto, l’esordio delle mense scolastiche ha fatto registrare qualche problema.
Ieri, il primo giorno a tavola, c’è chi ha dovuto aspettare le tre del pomeriggio per mettere un boccone sotto i denti. In particolare nella primaria Masciangioli dove circa un centinaio di bambini sono rimasti senza pasto fino a tardi.
La lasagna che doveva essere servita al secondo turno non è arrivata alle 13,30 come da orario scolastico, ma alle 15,05, ci tengono a precisare anche i cinque minuti i genitori furiosi.
La Ep, che gestisce in questa scuola la refezione scolastica, si tira fuori dal disservizio: “Non è stata colpa nostra – dicono dall’azienda – ma dei genitori e delle scuole che hanno fatto mangiare anche chi, in tanti, non si era iscritto al servizio. In pratica ci siamo ritrovati a servire molti più pasti di quanto ci era stato prenotato”.
Dalla scuola, però, la versione è un po’ diversa: “Alle otto abbiamo mandato l’elenco dei coperti – racconta una insegnante – quindi sapevano bene il numero dei ragazzi che dovevano mangiare. A quanto ci risulta il cibo ha fatto il giro delle scuole prima di arrivare a destinazione e la cosa più assurda è che nel frattempo non ci hanno dato neanche un tozzo di pane per tenere buoni i bambini”.
Secondo il concessionario, però, il problema è principalmente dei genitori: “Molte famiglie hanno iscritto oggi (ieri, ndr) i propri figli al servizio – continua la Ep – mentre il Comune è dal mese di giugno che sta sollecitando l’iscrizione alla piattaforma che scadeva il 2 settembre. Il Comune ci ha chiesto di essere elastici almeno per questa prima settimana, ma è il caso che le famiglie sulmonesi si adeguino in fretta e si mettano in regola anche con i pagamenti”.
Se Ep e Coselp continueranno a svolgere il servizio anche la prossima settimana, però, dovrà essere il Consiglio di Stato a deciderlo: la Ri.Ca. di Somma Vesuviana che aveva vinto la gara d’appalto quadriennale lo scorso anno, poi dichiarata decaduta per l’assenza di un centro cottura autorizzato, ha infatti presentato ricorso ai giudici amministrativi di secondo grado dopo aver perso la prima battaglia legale al Tar. L’udienza si terrà, appunto, giovedì prossimo e l’azienda campana ha chiesto la sospensiva in via precauzionale, prima cioè che si arrivi “alla frutta”.
Nel merito la Ri.Ca. sostiene che la decadenza non è motivata, perché non erano loro a dover richiedere l’autorizzazione sanitaria per il centro di cottura che avevano individuato nelle cucine del San Raffaele, essendo tenuti, in qualità di “locatari”, solo a presentare una Scia.
Ma questo è tutto un altro menu.

10 Commenti su "Mense, a tavola alle tre: esordio con “digiuno” per gli studenti. Giovedì ricorso al Consiglio di Stato"

  1. Fidarsi? Ma anche no | 2 Ottobre 2025 at 00:15 | Rispondi

    Una cosa vergognosa e a rimetterci dei poveri bambini.

  2. Ah vero nn c’è più di Piero | 2 Ottobre 2025 at 08:33 | Rispondi

    Fidati di me…cambiano i bandisti ma la musica è sempre la stessa

  3. Carciofini&cuoricini | 2 Ottobre 2025 at 08:51 | Rispondi

    Poveri bambini, speriamo che questa amministrazione cada subito.

  4. “Alle otto abbiamo mandato l’elenco dei coperti”… e uno si chiede:
    ma veramente proprio la mattina alle 8:00?
    Praticamente quando nelle classi ancora non erano presenti gli alunni… difficile da credere.
    O forse la conoscenza dei numeri dell’elenco dei coperti era cosa nota dal giorno precedente, prima della chiusura della scuola e con gli alunni ancora seduti dietro i banchi e qualcuno ne ha dimenticato la comunicazione in un tempo congruo per organizzarsi al meglio?
    Preparare e cucinare cento pasti in più… non è semplice come una passeggiata nei giardinetti della villa comunale nell’ora di ricreazione.

    • Una volta iscritto al portale mensa il sistema di default ti mette presente e quindi ti considera il pasto. Se sei assente devi mettere tu genitore l’assenza così da non farti scalare il credito. Quindi, il numero dei commenensali lo si conosce da molto tempo prima.

    • La coerenza questa sconosciuta | 2 Ottobre 2025 at 12:21 | Rispondi

      Abbiamo sempre una scusante per fidati di me…mentre per l’altra amministrazione ogni cosa era un dramma sociale…

  5. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio | 2 Ottobre 2025 at 12:30 | Rispondi

    Chissà se oggi si pranzerà ad un orario consono per un bambino o toccherà fare merenda con la pasta al sugo

  6. Indipendentemente | 2 Ottobre 2025 at 19:43 | Rispondi

    Ok attaccare per partito preso ma i fatti, piattaforma di prenotazione e condizioni di appalto sono eredità della scorsa amministrazione, c’è un problema e vediamo come interverranno e li giudichiamo il loro lavoro

  7. A scuola anche al sabato e fine del problema… vantaggi… nei giorni che dovrebbero fare “rientro”, ci si può organizzare per portarli in palestra o in altre attività sportive extrascolastiche, previo congruo carico dei compiti a casa. Non occorre caricare i nostri figli eccessivamente, studierebbero anche meglio, coniugando anche l’attività fisica.

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