
“Cosa accadrà ora? il Ministero darà il suo “nulla osta”, come è avvenuto per la centrale, e il metanodotto passerà sopra l’edificio romano? Oppure la Snam dovrà progettare una variante al tracciato?” Sono solo alcune delle domande poste dal Coordinamento per il clima fuori dal fossile dopo il rinvenimento di una costruzione di epoca romana venuta alla luce in via Lamaccio a Sulmona. Una scoperta fatta in occasione degli scavi di archeologia preventiva condotti dalla Snam lungo il tracciato del metanodotto Linea-Adriatica, un’infrastruttura a detta degli ambientalisti, “di cui non c’è alcuna necessità”. Un gasdotto di 425 km che, partendo dalla centrale di compressione di Sulmona, attraversa le regioni di Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Toscana ed Emilia-Romagna per giungere fino a Minerbio, in provincia di Bologna. Un’opera inutile, spiegano dal Coordinamento perché “il consumo di gas è sceso notevolmente e continuerà a diminuire e piuttosto che costruire nuove infrastrutture metanifere bisognerebbe cominciare a dismettere quelle in eccesso”.

Parole confermate da studi e documentazioni portati a sostegno della battaglia contro la centrale e il metanodotto, opere “imposte con la forza dal Governo nazionale, nonostante la contrarietà dei cittadini, della Regione Abruzzo e del Comune di Sulmona”. Cantieri che “stanno facendo scempio di beni archeologici” ai quali si aggiunge quest’ultimo rinvenimento in via Lamaccio dove gli scavi sono ancora in corso e la cui entità sarà chiara solo al momento della loro conclusione. “Non solo, dunque, l’area di 12 ettari di Case Pente devastata dalle ruspe della Snam dove – ricordano dal Coordinamento – sono state rinvenute altre tracce di capanne, anch’esse risalenti molto probabilmente all’Età del Bronzo (4.200 anni fa), ma anche la Valle Peligna è ricca di antiche testimonianze della nostra storia”.
“E – continuano a domandarsi gli ambientalisti – se dovessero emergere altre testimonianze archeologiche saranno approntate altre varianti? Oppure prevarrà, come è accaduto per la centrale, l’interesse economico della Snam a realizzare in ogni caso il suo progetto?”. Domande rivolte agli organi preposti rimasti, finora, in silenzio. In primis il Ministero della Cultura e la Soprintendenza archeologica per l’Abruzzo dai quali, ricordano dal Coordinamento, “non è arrivato mai un comunicato, mai un chiarimento su quello che sta succedendo, mai una smentita a quanto da noi reso pubblico”. Ma anche il Comune di Sulmona, “che continua a tacere come ha taciuto la precedente amministrazione” e “la nostra rappresentanza in Consiglio regionale che continua a brillare per la sua assenza”. Senza dimenticare “le associazioni come l’Archeoclub, che non si è mai pronunciata in merito” e la politica “il cui compito è quello di occuparsi del bene comune, ma che non ha mai detto una parola al riguardo”.
E’ mai possibile, concludono dal Coordinamento per il clima fuori dal fossile, che la tutela del nostro patrimonio storico e culturale non interessi a nessuno?
ancora non gli basta?…il ministero si vergogni…con tutte le marionette che ci girano
Tutti gli illuminati che dicono che sto cantiere porta lavoro sappiano che alla conclusione i lavoratori tornano a casa e ci rimane una piccolissima parte a gestire la
Centrale !
Ci troveremo con una zona pedemontana completamente sventrata e deprezzata perché nessuno apriar più attività in quella zona !
Effettivamente aveva ragione Pizzola chi dice il contrario è solo perché e di vedute piccole e corte !
“In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene la SNAM, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito”
Tutti coloro che hanno voltato la faccia e che avevano la possibilità di opporsi difronte a questo scempio, saranno responsabili di aver fatto cancellare le radici storiche che si erano preservate per millenni!!!
..Un insediamento dell’età del bronzo di 4200 anni fa. Pensate, Roma fu fondata solo nel 753 a.c..
La nostra mitica Sulmona, conosciuta anche come la Siena degli Abruzzi per la ricchezza del suo patrimonio storico, artistico e culturale, violentata senza vergogna.
Maledetti!!!
La Pompei d’Abruzzo
Non vi preoccupate; tre quarti se li becca sa SNAM,i restanti tre quarti restano a Sulmona.
forse
Non vi preoccupate; tre quarti se li becca la SNAM,i restanti tre quarti restano a Sulmona.
forse
MALEDETTI
vada avanti il cantiere Snam opera importante e strategica e basta con ste quattro pietre trovate che nn interessano a nessuno
Quando si deve fare qualcosa nasce subito un comitato per ol no. Dove c’è il colosseo c’era un lago che fu prosciugato; oggi chissà quanti comitati avrebbero protestato! Fate un comitato per protestare per la situazione di abbandono e disagi per le vie di Sulmona che sono in uno stato disastroso