Miasmi dal depuratore, assolto Verderosa

Non ha accettato l’oblazione, ovvero il pagamento di una multa evitando il processo, come avevano fatto due anni fa i suoi coimputati, ma è andato fino in fondo, rinunciando anche alla prescrizione, certo che di responsabilità per i miasmi emessi dal depuratore di Santa Rufina lui non ne aveva: è stato così assolto questa mattina dal tribunale di Sulmona, Marcello Verderosa, ex commissario del nucleo industriale di Sulmona, finito sotto processo con l’accusa di violazioni delle norme ambientali e in particolare per aver gestito in assenza di autorizzazioni l’impianto di smaltimento dei fanghi del depuratore, provocando l’inquinamento dell’aria che tra il 2014 e il 2016 in modo particolare era stato denunciato da molti cittadini residenti sia di Sulmona che di Pratola. 

Verderosa, difeso dall’avvocato Fabio Alessandroni, aveva sostenuto la sua totale estraneità ai fatti, essendo lui, al tempo, solo il commissario nominato dalla Regione per far confluire il nucleo industriale nell’Arap. Ovvero nessuna responsabilità tecnica e amministrativa per quell’impianto che fino al 2017, come rilevò la polizia provinciale, aveva operato senza autorizzazioni determinando l’immissione in atmosfera di cattivi odori.

Con lui sotto accusa erano finiti anche il direttore del Nucleo industriale Franco Iezzi, i due responsabili tecnici Stefano Margani e Vincenzo Magnacca e il commissario straordinario dell’Arap Giampiero Leombroni. Tutti, questi ultimi, hanno pagato l’oblazione ed evitato il processo.

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