MoVeTe, linea veloce Roma-Pescara-L’Aquila, sabato presentazione al pubblico

Al  di là  di migliaia  di vuote parole, non esiste da parte di Ferrovie dello Stato alcun progetto, anche di massima, per la realizzazione della linea veloce Roma-Pescara-l’Aquila.  A  denunciarlo è il  Comitato per la Mobilità Veloce Territoriale MoVeTE che aggiunge che gli abbozzi di progetto d’intervento sinora prospettati tendono a spezzare la continuità della linea, anziché a collegare a dovere le zone interne della regione e queste con la capitale. “E anche le chiacchiere – scrive MoVeTe – si sono sempre spese su costosissimi tracciati legati a ‘corridoi’ TAV di alta capacità: il modo perfetto per non realizzare niente. Inoltre lo stato delle ferrovie abruzzesi è disperante, a fronte di continui e strategici progetti e lavori sulle linee sia del nord che del Sud-Italia. La verità è che l’Abruzzo non conta niente, non è un bacino elettorale sufficientemente interessante perché a livello nazionale si decidano investimenti all’altezza delle necessità”.

Il comitato ha un proprio progetto di “linea potenziata veloce” che significa intervenire sulla linea esistente, modificando dove necessario il tracciato, realizzando se necessario qualche galleria, qualche viadotto e raddoppiando dove necessario, lasciando in funzione le tratte pre-esistenti alle modifiche, garantendo così la continuità dei collegamenti locali. Il progetto stesso sarà presentato al pubblico sabato 1 febbraio alle ore 16 ad Avezzano nel Castello Orsini-Colonna.

6 Commenti su "MoVeTe, linea veloce Roma-Pescara-L’Aquila, sabato presentazione al pubblico"

  1. Attendo “ansioso” di conoscere tale mirabolante progetto nei dettagli e non nelle quattro chiacchiere finora riportate in tutti i precedenti comunicati.

  2. Linea Roma – Pescara – L’Aquila: rappresentarla sulla mappa é già dura. Il resto é “disperante” negli obiettivi e nei contenuti (a proposito di chiacchere).

  3. Non sono informati. Mi sembrano soltanto chiacchiere.

  4. Roma Pescara in mezz ora è una necessita’ imprescindibile anche x Roma.Con tracciati nuovi e sistemi moderni di tipo Franco Giapponesi gia’ in forza nei rispettivi paesi e con un sistema di”controll” delle nuove generazioni x quanto riguarda la sua realizzazione.Complimenti ai promotori….forza giovani!!

    • Si certo… con la fantasia si fa tutto!!!
      PropIniamo anche lo Shinkansen adriatico…

      Visto che ci siamo apriamo il valzer delle idee.. io propongo e restando con i piedi per terra, l’avveniristico HYPERLOOP, che sfortunatamente già ci stanno soffiando su altre tratte forse un tantino meno importanti della nostra (!!??)

      https://www.ilsole24ore.com/art/alta-velocita-due-tratte-italia-il-treno-supersonico-hyperloop-ACUVIVU

      Ma per non essere un di meno sognatore, per il futuro non nego sia possibile realizzare sulla tratta “coast to coast” il “teletrasporto” … ho dei contatti, di un certo peso, chiederò al comandante Spock della USS Enterprise se mi recupera il progetto esecutivo, che poi però proporrò alla RFI e non ai “cantonari svizzeri”.

      Ah, dimenticavo (ma non è vero), i 30 minuti da lei ipotizzati sono talmente cannati che meritano un encomio; la tratta RM-PE è pari a 240 km e percorrerla in 30 minuti equivale ad una velocità media di 480 km/h, quanto sfortunatamente lo Shinkansen ha una velocità commerciale di 260 km/h e quindi pari a non meno di 60 minuti – e questo viaggiando in Giappone – , quindi più realisticamente (eufemismo) potremmo ipotizzare i 90 minuti.

      Buon Viaggio.

  5. https://bit.ly/35mKXpX
    https://bit.ly/2ZXkPkq

    Da questi link è forse possibile farsi un’idea di quali le motivazioni e di quanto viene proposto.

    Di tutto quanto segnalato e che ognuno di noi può condividere o meno, risalta la “guerra ferrata”, la crociata mossa contro l’RFI e la ipotizzata TAV (forse da comitati antagonisti), ritenendo strumentale e insulse le altre ipotesi.
    Unico loro pezzo forte e unico cavallo di battaglia e a cui chiedono a manforte il sostegno è il “mobilitare la popolazione”, loro unica “pezza d’appoggio” per mantenere, ed è qui il succo, viva l’attenzione di una “progettazione di prefattibilità di parte” che però non vi dicono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*