Multe al cantiere della Snam

Un migliaiao di euro di multa per aver violato la normativa del codice della strada e alcune prescrizioni sul cantiere. La polizia municipale di Sulmona ha sanzionato così il cantiere della Snam in piazza Di Bartolomeo dove da qualche giorno è in costruzione una struttura per l’installazione di una centralina per il rilevamento della qualità dell’aria. Un’operazione che ha sollevato le proteste dei comitati cittadini per l’ambiente che hanno presentato ben due esposti alla magistratura dopo essere stati allontanati dalla polizia di Stato dalla piazza proprio perché area di cantiere.
In realtà le autorizzazioni urbanistiche sono in regola perché, come spiega il Comune, non era necessaria l’apposizione del cartello dei lavori perché non si tratta di un’attività edilizia e non necessita di permesso a costruire, trattandosi della realizzazione di una protezione per l’unità mobile di rilevamento.


La polizia municipale, tuttavia, a seguito di un duplice controllo ha verificato l’assenza di apposita protezione per il passaggio dei pedoni e dei dispositivi di illuminazione, elevando così alla ditta due verbali.
Un’attenzione rivendicata dalla sindaca Annamaria Casini che si dice amareggiata per le critiche mosse dagli stessi comitati nei suoi confronti: “Il Comune non ha chiuso un occhio – dice la Casini – i Comitati ambientalisti protestano contro il Comune come non se non fossimo tutti dalla stessa parte, respingo le accuse al mittente. Il Comune di Sulmona è tra i pochi Enti che da anni sta contrastando con decisione il progetto della Snam con tutti i mezzi a disposizione, nelle sedi preposte, come le aule giudiziarie e le sedi ministeriali, con documentazioni e azioni concrete”.

4 Commenti su "Multe al cantiere della Snam"

  1. Ma non era stato detto che risultava tutto regolare?

  2. Cominciamo male!!!

  3. Andiamo bene…

  4. francescovalentini1935 | 12 Luglio 2020 at 10:35 pm | Rispondi

    La Snam continua nei suoi propositi antiambientalisti e gli oppositori nella lotta intesa ad impedire quella catastrofe ecologica : pienamente d’accordo. Comunque torno a ribadire che il problema va inquadrato , in sede legale , anche sulle porenzialita’ tecniche del progettato impianto : da queste dipende l’applicazione del Decreto Seveso o dell’alternativa D.M.entrambi rigorosi in materia di gasdotti: mi meraviglia che i Legali che seguono la pratica non abbiano mai considerato questa scappatoia che la giurisprudenza mette nelle loro ::mani :studiamo la questione anche sotto questo profilo .La lotta si e’ fatta dura dopo i tanti pronunciamenti sfavorevoli ed allora anche qualche suggerimento ” profano” potrebbe tornare utile. Coraggio

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