Muore di Covid a 52 anni l’imprenditore Igor Giampietro

Ha lottato per una settimana inutilmente, attaccato ad un tubo dell’ossigeno e nella speranza di vincere l’ennesima battaglia nella vita. Ma ad appena 52 anni, Igor Giampietro, noto imprenditore di Sulmona, non ce l’ha fatta: il Covid lo ha travolto e ucciso questa sera, lasciandolo senza respiro all’ospedale Spallanzani di Roma dove la famiglia aveva voluto trasferirlo cinque giorni fa nell’estremo tentativo di salvargli la vita.

Giampietro era rimasto contagiato con quasi tutta la sua famiglia, dapprima accusando sintomi lievi che aveva tentato di curare a casa, poi trasferendosi all’ospedale di Sulmona per la saturazione dell’ossigeno che era scesa in modo preoccupante. Sembrava tuttavia una crisi superabile, quando da un giorno all’altro le sue condizioni si sono aggravate, richiedendo il ricovero in Rianimazione.

Quindi il disperato tentativo di curarlo allo Spallanzani, dove la famiglia lo aveva trasferito assumendosi la responsabilità e le spese del trasporto, ma le sue condizioni nel nosocomio romano di fatto non si sono mai stabilizzate, rendendo impossibile anche la possibilità di attaccarlo ad un polmone artificiale.

Igor Giampietro era un imprenditore molto conosciuto in città per l’agenzia di viaggi di famiglia nella quale aveva lavorato a lungo, per poi trasferirsi prima ad Abu Dhabi e quindi a Londra, dove, diceva, il suo spirito imprenditoriale era apprezzato.

Una persona buona e di compagnia, sempre disponibile con gli amici e verso la famiglia, i suoi due figli e la moglie, che ora lascia nella disperazione, con il dolore ulteriore di non potergli prestare neanche l’ultimo saluto.

4 Commenti su "Muore di Covid a 52 anni l’imprenditore Igor Giampietro"

  1. Una brava persona . Che riposi in pace! E pensare che c è gente che muore e chi pensa che deve andare a sciare!

  2. Rip morire cosi nn si può…..

  3. francescovalentini1935 | 25 Novembre 2020 at 19:19 | Rispondi

    Vedremo alla fine se questa pandemia ci indurra’ a ragionare:stiamo ragionando di decessi a centinaia exstiamo ipotecando le vacanze sulla neve:semplicemente pazzesco.Speriamo solo che il Governo resti sulla fermezza e mandi all’altro paese i populisti ad oltranza alla ricerca di consenso :e pensare che hanno occupato posti di responsabilita’ nella cultura ( ? ) e nei gangli della Pubblica Amministrazione:ascoltandoli renderemmo nulli tutti i sacrifici fatti finora:svegliamoci.

  4. SERGIO SANTILLI | 24 Dicembre 2020 at 13:13 | Rispondi

    Leggo solo ora questa triste notizia che risale al mese scorso ,fine novembre. È la copia conforme di ciò che è successo a mio fratello, Ezio Santilli, medico pediatra, di cui oggi facciamo i funerali. Infettatasi la moglie dott/ssa in abulatorio che conduce a Scafa, a sua insaputa, ha infettato il marito Ezio ed il figlio. Dapprima sembrava una cosa passeggera, poi le cose si sono aggravate lentamente, tanto che tutti e tre hanno fatto una polmonite interstiziale bilaterale. Mentre con le prime cure la moglie ed il figlio sono riusciti a stabilizzare la malattia, a mio fratello essa è proceduta a lenti passi, tra apparente miglioramento e repentino peggioramento, prima in NIV,poi i CPAP, poi intubato e poi dopo lunga sofferenza, arresto cardiocircolatorio. A parte che questo malanno demoniaco è dall’andamento strano e diverso da persona a persona, esso umilia la persona. Ti ritrovi solo, in una sala di rianimazione, tu al cospetto di infermieri e medici che poi nemmeno vedi per la sedazione che ti fanno. Nessun parente può venire per darti un conforto, non si può entrare né si può vedere attraverso una paratia trasparente,magari di vetro, Dopo la morte ti conducono in una stanza refrigerante e poi ti imballano in una cassa. Una specie di ordalia, una fine da cani rognosi, una mortificazione inaudita per i familiari e per il defunto. Eppure ci sono degli emeriti imbxcillx. Attenti perché il virus non risparmia le imprudenze ed è molto variabile e non si sa bene chi di fatto ci rimette le penne.È come quando ti pungi con un chiodo arrugginito la pianta del piede. Si corre a fare l’antitetanica. Di solito non ti prende se non fai vaccino e globuline anti tetaniche, ma se ti prende ti stende. Perché negli ospedlai e nei distretti, non si dice al personale che vi opera quotidianamente, di trovarsi un piede a terre, o si isola in una stanza con relativa mascherina, senza avere contatti diretti con i familiari? Molti lo hanno fatto, bisogna pensarci e stare lontani dai conviventi. Pensateci, ne avremo ancora per molto, non è finita qui-

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