Muore Gaetano Pallozzi, un pezzo di arte che se ne va

(ph. Salvatore Mancini)

Se si parla di arte a Sulmona allora il pensiero non può non andare a Gaetano Pallozzi, grande esponente in città, noto per le sue opere a livello nazionale e internazionale. Pallozzi se n’è andato via la notte scorsa a 95 anni, anima del Premio Sulmona, la rassegna internazionale d’arte contemporanea che negli anni (ben 46) ha saputo ritagliarsi il suo prestigioso spazio nel settore, richiamando diverse personalità e rinnovandosi di anno in anno alla ricerca di una formula che potesse navigarlo tra vecchie e nuove espressioni.

La sua formazione parte dalla scuola d’arte Mazara di città, artista tra i più prestigiosi dell’arte italiana contemporanea, il suo stile di pittura si inserisce nel figurativo abruzzese, tra paesaggi e tematiche sociali, arrivando a piena maturazione intorno agli anni ’70. La critica italiana fornisce all’arte di Pallozzi il proprio consenso e ne sono un segno le numerose personali organizzate in prestigiosi spazi nazionali e internazionali. Pallozzi ha partecipato a quattro edizioni della Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia.

Artista e “operatore culturale” come fulcro, appunto, del Premio Sulmona, amico di Sgarbi, di lui hanno scritto diversi critici come Bellonzi, Solmi, lo stesso Sgarbi, Trombadori, Zeri, Pontiggia, Tallarico, De Micheli. Un pezzo di storia che se ne va, ma di cui rimarrà sempre viva, e ben visibile, l’essenza.

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