Murale Ovidiano, restyling per i “muri bucati”

I muri sulmonesi tornano a colorarsi e a diventare la miglior tela per esprimere l’arte e la pittura grazie all’opera del Collettivo Mani, che è tornato nuovamente a dipingere un murales in via Properzio, dove già aveva realizzato due opere nel 2020. Il murales dei “muri bucati” fa parte del progetto pluriennale del Murale Ovidiano, che ha fra le proprie finalità la riappropriazione da parte dei cittadini degli spazi pubblici, da curare e far risplende grazie all’arte ispirata agli autori classici della latinità.

Un progetto, quello legato a Via Properzio, che ha preso avvio nel 2020 ed è stato totalmente finanziato con le risorse del collettivo, che ha lavorato in sinergica con l’Associazione Amici del Certamen Ovidianum Sulmonense, il Sentiero della Libertà – Freedom Trail, il Comitato di Quartiere PEEP e i Volontari delle Frazioni, nell’organizzazione e nella pulizia dell’area verde.

Nei giorni scorsi si è concluso il progetto, già patrocinato e approvato dalla precedente giunta comunale, del terzo dipinto di sei muti dislocati lungo via Properzio. Un vero e proprio restyling che è andato a cancellare anche gli atti di vandalismo e degrado naturale. “Tre dunque sono in totale i murales di ispirazione classica realizzati finora – scrive il Collettivo Mani – in una delle vie della periferia cittadina che sta diventando sempre più bella e frequentata: in particolare il nuovo coloratissimo murale prende ispirazione dall’architettura antica. Il collettivo MANI infatti questa volta, in uno spirito di continuità e di rispetto dell’idea originaria, ha voluto ispirarsi alla scelta progettuale operata a metà degli anni ‘80 dall’architetto Giorgi: i sei muri, da considerare come quinte architettoniche, evocavano le facciate delle case del centro storico, in rapporto dialogico con gli edifici che stavano nascendo nel quartiere residenziale PEEP e che presentavano caratteristiche diverse”.

“Da una ricerca d’archivio tra i documenti in possesso della famiglia Giorgi – prosegue il collettivo – sono emersi disegni e prospetti che evidenziano l’evoluzione del progetto. Da essi si evince l’idea iniziale, probabilmente mutata parzialmente nella fase esecutiva, con i muri che presentavano facciate molto più alte di quelle attuali e forature corredate di ulteriori elementi decorativi. Le aperture avrebbero dovuto rappresentare porte, finestre e balconi, con relative superfici aggettanti. Il collettivo MANI ha inteso conciliare tra loro diversi aspetti, rimanendo latamente fedele all’intenzione progettuale originaria ma apportando delle modifiche: nell’opera sono stati richiamati elementi architettonici di derivazione greca e romana; il bianco della superficie ha lasciato il posto all’uso di colori accesi, anch’essi tipici del mondo antico; il legame con la storia del territorio è stato assicurato da elementi decorativi della tradizione locale, come i motivi ornamentali tratti dal mosaico visibile presso il Santuario di Ercole Curino”.

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