
La sorpresa di Pasqua non è uscita dall’uovo di cioccolato, ma dalla finestra della sede dell’associazione: “murata” dalla proprietaria di casa alla vigilia della corsa della Madonna che scappa in piazza. Con il presidente e gli ospiti dell’associazione costretti a gettarsi tra la folla della domenica, anziché, come programmato, godersi il rito religioso dalla terrazza esclusiva con vista Madonna.
E’ accaduto a Pasqua di due anni fa ed ora, per quell’increscioso “inconveniente”, due donne sessantenni, rispettivamente la proprietaria dell’appartamento e l’architetta che stava curando dei lavori di ristrutturazione nell’immobile, hanno ricevuto dalla procura della Repubblica di Sulmona un avviso conclusioni indagini con contestuale avviso di garanzia.
Violenza privata il reato ipotizzato dalla procura di Sulmona che contesta alle due donne di aver impedito ai locatari dell’appartamento di poter utilizzare lo spazio e la terrazza vista piazza, location esclusiva e ambita la domenica di Pasqua a Sulmona.
Alla base del gesto, potrebbe esserci un contenzioso tra gli affittuari e la proprietaria di casa: presunti affitti non pagati, insomma, che avrebbero convinto la donna, in accordo con la professionista che stava dirigendo dei lavori di ristrutturazione nell’appartamento confinante, a consumare la sua “vendetta” proprio nel giorno più atteso dell’anno.
Le due avrebbero insomma murato la finestra che dà sul terrazzo con delle travi per impedire di poter utilizzare l’esclusiva location, costringendo il presidente dell’associazione e i suoi ospiti ad un piano B.
Ora le due indagate avranno venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere ascoltate, prima che la procura decida o meno di chiedere per loro il rinvio a giudizio, per un reato che prevede pene fino a quattro anni di reclusione.
perché vedere la Madonna in mezzo alla gente comune e come da tradizione genera ansia e problemi? ma ci rendiamo conto? personalmente ritengo la manifestazione più bella e suggestiva in mezzo la gente.
Certo che il nostro è un paese meraviglioso. Chi uccide se gli va male si fa 15 o 20 anni di carcere e poi è fuori, per una cosa del genere sicuramente generata dall’esasperazione per qualcosa che non è andata nel verso giusto, fino a quattro anni. D’altronde poverini hanno dovuto vedere la manifestazione in piazza tra la folla. Ma anziché il carcere per le due donne l’ospedale psichiatrico per chi ha sporto denuncia no?
Il confine tra illecito civile e penale è sottile, ma murare una finestra non è un semplice disservizio: è violenza impropria. Anche se le vittime hanno ripiegato sulla piazza, il reato di cui all’art. 610 c.p. scatta perché è stata impedita fisicamente la libertà di autodeterminazione. Farsi giustizia da sé per presunti affitti non pagati trasforma un contenzioso contrattuale in un reato, poiché l’ostacolo materiale costringe la vittima a subire una privazione non dovuta.
e allora cambiamo le regole. se tutti trovano la norma ingiusta e nessuno la segue probabilmente è inadatta a regolare tali rapporti tra i cittadini. si tratta di un principio giuridico inconfutabile.
ma per piacere un po’ di dignità !