Nei bar al tempo del Coronavirus

“Non c’è per nulla percezione del rischio”, è questo il commento di due baristi di due differenti attività che voglio rimanere anonimi. Nei loro esercizi commerciali raccontano è un continuo scontrarsi con i clienti che reputano le misure adottate dal Governo troppo stringenti perché in fondo “la televisione esagera”. La narrazione sensazionalistica dei primi giorni della stampa nazionale che ha rincorso lo scoop drammatico a tutti i costi, ha dunque prodotto non solo l’effetto psicotico, con la diffusione paranoica della paura da contagio, ma anche un effetto inverso, ovvero uno sprezzante senso del rischio da parte delle persone. Ciò è avvenuto perché dopo un primo momento di caos generale, le notizie che si sono diffuse successivamente sono state altrettanto approssimative e non hanno reso la dimensione infettiva del virus. Dovrebbe invece esserci soltanto un po’ di buonsenso e l’accettazione del fatto che per alcune settimane la nostra vita sociale è irrimediabilmente mutata.

Spiegano i baristi, se si prova a chiedere ai clienti di non ammassarsi, di non utilizzare il banco, di sedersi ai tavoli e di non giocare a carte, la risposta è seccata: “Eh ma secondo te ci dobbiamo sedere? Ma cos’è questa scocciatura”, raccontano amareggiati. Loro in quanto lavoratori, sono costretti a tenere aperte le loro attività commerciali, risultando però fra i più esposti ai cattivi comportamenti delle persone.

Altre lamentele commenta uno dei due esercenti si creano per le slot machine perché dovendo rispettare le distanze di sicurezza i clienti commentano: “Ma non possiamo neanche guardare quelli che giocano?” e pretendono di stare ammassati in locali angusti e con un limitato ricambio dell’aria. Dal canto loro i baristi reagiscono con il disinfettante spray in mano, lucidando il bancone e le altre parti dei locali più esposte. Ai tempi del Coronavirus la vita cambia ovunque, anche nei bar.

La situazione però non è assolutamente da prendere sottogamba, come dimostrano i casi di isolamento domiciliare in Valle Peligna dopo che si è verificato il primo contagio da Coronavirus. Ci vorranno diversi giorni prima che la possibilità di un focolaio peligno venga scongiurata e per questo motivo è di fondamentale importanza seguire le norme igienico-sanitarie raccomandate dagli scienziati, mantenere le distanze di sicurezza e almeno per le prossime settimane limitare il più possibile le uscite di casa.

Savino Monterisi

12 Commenti su "Nei bar al tempo del Coronavirus"

  1. FRANCESCO PAOLO RUGGIERI | 9 Marzo 2020 at 12:14 | Rispondi

    È certamente un momento molto pesante per la categoria quello che stiamo vivendo. Siamo purtroppo una categoria sovraesposta e forse non è una casualità che la prima vittima del morbo sia stato un collega di Ortona. Spesso, in attesa di norme più stringenti, dobbiamo ricorrere a soluzioni “fai da te”. Come rappresentante CNA zonale sto chiedendo un incontro con la ASL e le autorità competenti proprio imperniato sui comportamenti più corretti da tenere nell’esercizio.

  2. Modesto medicus | 9 Marzo 2020 at 13:14 | Rispondi

    Se la gente ragiona come quella descritta nell’articolo di cui sopra ,allora c’è veramente mancanza del senso civico. Sottovalutare una infezione del genere di cui non si conosce appieno l’agente infettante,essendo del tutto nuovo(è un nuovo arrivato,il covid 19),significa essere de coccio, come dicono a Roma, dei veri imbecilli rintronati. Forse colpa dei nostri antitutto(antifascisti, antirazzisti,antixenofobi etc.) che hanno sottovalutato all’inizio la cosa, pensando che fossero solo cxzzx della Cina. Invece eccolo qua anche da noi, il “vairus” come lo chiama l’ineffabile bibitaro del san Paolo. Zingaretti faceva lo sbruffone ,bevendo spritz e magari intonando “bella ciao” con allegra compagnia e …patatrak il “vairus”, lo ha fregato. Ora pare dica”io speriamo che me la cavo”. Questa infezione fa morti, specie dove non ci sono posti per la ventilazione meccanica. Quanti posti abbiamo noi nelle rianimazioni di Sulmona, C.D.S. ,Popoli? Forse 8-forse 10 , in tutto. E posti letto di malattie infettive? Qualcuno ad Avezzano. Allora come la mettiamo, signora marchesa? La risposta la sapete.

    • Giovanni Ferretti | 9 Marzo 2020 at 13:19 | Rispondi

      Spero per tutti che lei non sia un vero medico.

      • Questo è parlare chiaro e con competenza, il resto sono chiacchiere…e poi vedo molta incompetenza anche tra i “ Colleghi” di Modesto.
        Dell’ineffabile “vairus” & company non mi pronuncio, non ne vale la pena, visto quello che dicevano all’inizio intervistati su tutte le TV.

  3. Modesto medicus | 9 Marzo 2020 at 14:15 | Rispondi

    Perché, cosa ha notato di strano in me , tal Ferretti? Cosa è che non va, che non le aggrada di ciò che dico? A quanto pare lei ama le paroline consolatorie ed i medici che indorano la pillola, facendo credere lucciole per lanterne. Lei ama più i fattucchieri e quelli che consolano gli afflitti. Forse confonde il medico con i fraticelli trappisti. C’è differenza, caro tal Ferretti. Comunque non se la può cavare con un apodittico scritto. Dimostri e sottolinei dove io sbaglio e facciamo un contraddittorio. Altrimenti cosa potrebbe significare quello che ha scritto, che io dico fesserie? Lo dimostri ed io me ne farò una ragione. Poi perché dice per tutti? Dica almeno per lei, che avrà le sue ragioni che non sono di tutti. Del resto anche il massimo nostro virologo è stato preso per un menagramo, salvo poi ricredersi, di fronte alla “guerra” che si è scatenata, per ora nel nord. Noi abbiamo bisogno di gente seria, caro il mio Ferretti e non di conta balle e di minxhioni. Io difatti ammiro la Cina, che si è rimboccate le maniche e sta sconfiggendo l’epidemia, con misure drastiche e serie e tutti uniti e nessuno contesta. Altroché. Io parlo per esperienza e mi reputo non solo un medico, uno dei tanti, ma IL MEDICO, CON TANTO DI PXLLX.

    • giovanni ferretti | 9 Marzo 2020 at 15:31 | Rispondi

      Confermo tutto quello che ho già detto. Saluti.

    • Concordo con ciò che ha scritto. Ho apprezzato il suo primo commento, un po meno il secondo troppo infarcito di termini medici che noi poveri mortali poco conosciamo e che mi permetta più che esplicativi della attuale emergenza, sembrano stare lì a far mostra del suo ego.

  4. Modesto medicus | 9 Marzo 2020 at 16:28 | Rispondi

    Troppo comodo caro Giovanni Ferretti. Anche io confermo tutto quello che ho detto. E mi smentisca se ne ha il coraggio. Tenga presente che il coronavirus sta facendo una ecatombe nel nord. Ho ricevuto poco fa un SMS da un collega che opera in un ospedale della zona rossa. Io sto cercando di mettere in allarme le persone, ciò che ritengo un mio dovere. Certo se continuano a menare la stessa vita di tutti i giorni precedenti l’epidemia(o pandemia?), i cittadini stanno sulla cattiva strada. Bisogna cambiare vita e speriamo sia per pochi mesi o settimane. Non bisogna vivere di illusioni, ma stare allerta e comportarsi alla maniera dei cinesi, tutti ubbidienti a Xi Jinping. A Wuhan fu stabilito di restare tutti a casa e solo un componente della famiglia poteva uscire una volta a settimana a rifornirsi di viveri. Mentre il personale addetto lavorava alla disinfezione ed i governanti stabilivano piani risolutivi e valevoli per tutti. A differenza nostra che andiamo a bere spritz in allegra brigata. Ora la Cina assiste ad una parabola discendente del virus, solo 22 infettati nelle ultime rilevazioni. Se lei legge i giornali e guarda la televisione, le pare che da noi le cose vadano così, oppure c’è un casino della malora? Ordine, contrordine, disordine. Questa è una infezione che comporta una polmonite primaria interstiziale, con vaste zone di atelectasia polmonare, dove non avvengono scambi gassosi e grave insufficienza respiratoria.Superabile se tutto va bene, solo con la ventilazione meccanica nei reparti di rianimazione. Io mi preoccupo molto, ma molto,perché da noi gli ospedali hanno pochissimi posti di rianimazione e quindi la possibilità ,se si espandesse l’infezione da noi, di assistere pochissimi malati. Ecco perché io mi sto sperticando a fare capire l’importanza di rispettare ciò che consigliano le persone competenti. Stare a casa, uscire il meno possibile, evitare di creare assembramenti, disinfettarsi le mani più volte al giorno,evitare di andare verso il nord etc.etc. Spero che lei Ferretti riesca a capire. cosa dovrebbe dire un medico,per la captatio benevolentiae, raccontare le favole che ciò che ci dicono siano solo cavolate degne di Bertoldo e Cacasenno? Poi ribadisco, ed è questo che l’ha colpita,credo, che i nostri politici sanno solo dire :fascista ,nazista,razzista etc. Questa è la politica secondo lei? La politica è sapere affrontare con competenza le situazioni complicate, come sta facendo ora la Cina, grande nazione che abbonda di mezzi e di uomini capaci. Ecco dove io guardo con ammirazione,alle capacità ed all’ordine costituito non ai casini politici di chi dice una cosa e chi ne dice un’altra e poi ognuno fa come gli pare e piace. Ecco poi, io le ripeto, io sono IL MEDICO e vado a testa alta per le mie capacità e competenze.

  5. Publio | 9 Marzo 2020 at 8:40 pm | Rispondi
    Questo è parlare chiaro e con competenza, il resto sono chiacchiere…e poi vedo molta incompetenza anche tra i “ Colleghi” di Modesto.
    Dell’ineffabile “vairus” & company non mi pronuncio, non ne vale la pena, visto quello che dicevano all’inizio intervistati su tutte le TV.

  6. Modesto medicus | 10 Marzo 2020 at 08:44 | Rispondi

    La ringrazio caro Publio per le parole di incoraggiamento. A molti non piace che si rimbrotti l’atteggiamento dell’attuale governo,sono dei fissati,malati e convinti che tutto quello che fanno questi qua, sia la cosa migliore e gli altri siano solo il nulla. Invece eccoci qua a constatare che l’attuale governo sta solo inseguendo il virus,di modo che lui va avanti e loro vanno dietro. E’ come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati e non solo, dopo che si trovano chilometri dalla stalla. Ricorda quando si diceva che l’epidemia da cv era solo una banale influenza? E che dire quando i nostri ineffabili ripetevano
    “è tutto sotto controllo”,perché misuravano la temperatura ai
    passeggeri negli aeroporti, senza però fermare i voli? Di che utilità poteva essere la misurazione della temperatura, quando il contagio potrebbe avvenire anche da persona infettante non ancora malato? E che dire dei ragazzi tornati dalla Cina che i governatori del nord volevano mettere in quarantena? Li hanno accusati di “fascio leghisti” ed il capo dello stato, dopo che essi sono stati riammessi a scuola è andato a salutarli,per non far passare il messaggio che noi siamo “razzisti”. E tante altre cose che mi ci vorrebbe un libro per scrivere tutte le mosse sbagliate, quando bastava copiare dalla Cina ,che del resto si vedeva in TV cosa facevano. Io avevo detto,in tempi non sospetti, che bisognava richiamare Bertolaso, uno dei pochi competenti nell’organizzare la difesa. Ora molti lo invocano. Sa qual è il problema ,caro Publio? Non tanto il fatto di essere contagiati, io sono fatalista, ma le vicissitudini cui va incontro uno affetto dal morbo. Si sconquassa tutto l’ordine familiare, si viene sballottati da un ospedale all’altro, non si è liberi di alzarsi ,di andare al bagno, di lavarsi ed i famigliari in apprensione che seguono l’evolversi della malattia. E poi non è vero che i giovani ne siano immuni. È vero, hanno un sistema immunitario più “responder”, ma il tutto dipende dalla carica virale che ha invaso l’organismo e dalla sua virulenza.
    Ecco ,io chiedo scusa se mi dilungo, ma io sviluppo concetti, non scrivo due righe di censura come il tal dei tali. Io riporto i fatti e cerco di dare consigli attinenti la mia professione.

    • paziente ;-) | 10 Marzo 2020 at 08:59 | Rispondi

      Ah dottò, ma non è ora di andare allo studio a fare qualcosa? Mi sa che ti stanno a cercà, va n pò a vedè!

  7. Modesto medicus | 10 Marzo 2020 at 09:06 | Rispondi

    Per Sulmo. Io non sono paranoico e non ho ipertrofia del mio ego.Sono stato tirato per la giacca ed ho risposto scendendo a livello di chi mi ha insultato. Ha ragione, ho usato termini medici, solo per fare capire a chi poteva, quello che combina il virus a livello polmonare. Inutile dire solo “polmonite interstiziale” se non si descrive un po’ il quadro, dando del significato ad esso. Ecco per esempio, atelectasia polmonare, significa che parte del polmone viene escluso dagli scambi respiratori e l’ossigenazione del sangue subisce una carenza, a seconda della sua estensione. Una volta c’era la polmonite lobare, perché veniva coinvolto un lobo polmonare. Prima dell’avvento della penicillina, avevamo solo i sulfamidici, che non ce la facevano contro i germi che la provocavano. E molta gente moriva, specie bambini ed adolescenti. Poi venne la penicillina e la polmonite lobare è stata sconfitta, ora si può dire, quasi scomparsa. Ora è arrivato il virus, che va ad intanarsi dentro il citoplasma delle cellule, in questo caso delle mucose delle vie respiratorie. Ci sono i virus dell’influenza, che di solito si fermano nelle vie aeree superiori, poi ci sono i virus che indovati in goccioline di Flugge più piccole ,scendono sino agli alveoli, sede di scambi respiratori e di ossigenazione del sangue, dando il via a polmoniti virali, dette anche interstiziali etc.. La differenza è notevole. Ecco, il coronavirus Covid-19, dà la polmonite interstiziale. Non abbiamo armi, i medicamenti sono pannicelli, solo una respirazione meccanica ci può aiutare a superare la fase acuta. Certo non tutti ammalano di polmonite virale, in quanto il virus viene sconfitto dal loro sistema immunitario e dal fatto che le loro cellule delle mucose siano poco recettive all’insulto virale e non lo lasciano entrare. E’ un fatto costituzionale. Comunque Sulmo, lei ha motivato il suo disappunto ,laddove era, e la ringrazio di avermi fatto notare di essere meno professionale e più convincente, magari, nel descrivere il modo con cui noi umani, possiamo difenderci. Il fatto che lei mi legga con attenzione è per me motivo di consolazione. Grazie Sulmo.

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