Nel tunnel senza luce: al Comune bollette fuori controllo. Stop a stufette e ad aperture fuori orario

Si sperava bastasse l’aumento previsto dall’amministrazione comunale nel bilancio di previsione: un 50% in più che doveva servire a coprire i maggiori costi provocati dalla crisi energetica. E invece il Comune di Sulmona dovrà presto mettere le mani al bilancio per una variazione urgente, perché solo in questo trimestre passato, che non è neanche tra quelli più energivori, i conti non tornano.

Dagli uffici l’altro giorno hanno avanzato una richiesta di circa 200mila euro suppletivi per far fronte alle bollette intestate al Comune: dall’illuminazione stradale, al cinema e teatro, dalle scuole, agli impianti sportivi. I costi sono oltre l’aumento atteso, con una lievitazione di circa l’80%.

“E questo è poco – avverte l’assessora al Bilancio, Katia Di Marzio – perché il prossimo trimestre, con l’arrivo del freddo e l’inizio dell’anno termico, le cose sono destinate a peggiorare”. In fondo al tunnel, d’altronde, non si vede la luce (è il caso di dire) e anzi la crisi internazionale sembra aggravarsi. E di soldi, per coprire il costo delle bollette, non ci sono: dal governo dovrebbero arrivare poco più di 110mila euro con il Decreto aiuti, ma è una goccia in mezzo al mare. Per questo già da ora si dovrà cominciare a tagliare qualcuna delle voci in bilancio, anche perché nel fondo di riserva ci sono sì e no 80mila euro in tutto.

Il Comune sta studiando alcuni provvedimenti di contenimento dei consumi, interni ed esterni: stop alle stufette negli uffici comunali, per iniziare, e Palazzo con chiusura tassativa alle ore 16. Poi l’illuminazione pubblica: i lampioni accesi in città potrebbero essere dimezzati, una misura però da concordare anche con le parti: “Incontreremo gli esercenti – spiega la Di Marzio – per convenire anche eventualmente chiusure anticipate dei locali e degli esercizi commerciali, anche in prospettiva di essere costretti a spegnere l’illuminazione pubblica. Ci attendono tempi difficili, dobbiamo cominciare a modificare le nostre abitudini”.

Un primo passo, però, potrebbe essere quello di fare uno sforzo per rimettere o mettere in funzione gli impianti fotovoltaici esistenti e non funzionanti: ce ne sono alla piscina, al tribunale, e c’era alla Lombardo-Radice, la scuola chiusa da cinque anni e ora da demolire.

6 Commenti su "Nel tunnel senza luce: al Comune bollette fuori controllo. Stop a stufette e ad aperture fuori orario"

  1. Mi chiamo Antonio | 22 Settembre 2022 at 06:05 | Rispondi

    … azz’ò… pure le stufette elettriche… la soluzione c’è, aprire solo tre giorni a settimana tutti gli uffici pubblici italiani… gli altri tre giorni in giro per le strade con secchio cazzuola e ramazza a pulire le strade e chiudere le buche, così lavorando si scaldano e non sentono freddo… si otterranno tre cose: teniamo pulita la città, risparmiamo sulla mano d’opera e sui consumi e… qualcuno capirà cosa vuol dire lavorare.
    Ha, dimenticavo, chi marca visita va in Naspi.

    • Fanullonechiscrive | 22 Settembre 2022 at 14:09 | Rispondi

      Che commento! Denigrare gratuitamente è lo sport di chi non fa nulla, pensionato a quarant’anni o percettore del reddito.

  2. Grande Antonio e comunque se gli Uffici sono chiusi al Pubblico Mercoledi’ e Giovedi’ i dipendenti potrebbero “lavorare ” in Smart Working….

  3. Se le cose non cambiano credo che le scuole verranno chiuse. Le amministrazioni non potranno gestire gli aumenti dei costi

  4. Non vi permettete. Con i figli a casa aumenterebbero a dismisura le spese di riscaldamento.
    Piuttosto si usi il reddito di cittadinanza per pagare le bollette.

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