
Un buono pasto da riconoscere e trenta professionisti dell’ospedale “dell’Annunziata” di Sulmona sul piede di guerra. Infermieri e operatori socio-sanitari del nosocomio peligno hanno promosso un ricorso contro l’azienda sanitaria aquilana per ottenere il riconoscimento del buono pasto, per i turnisti che prestano almeno sei ore di servizio, in assenza del servizio mensa.
Un servizio sconosciuto per gli operatori e gli infermieri che operano in Valle Peligna. La Asl, infatti, avrebbe predisposto il servizio mensa solo presso l’ospedale di Avezzano. I ricorrenti hanno deciso di rivolgersi al giudice del lavoro per vedere riconosciuto il loro diritto, con la Asl costituitasi in giudizio.
A difendere la Asl sarà l’avvocata Alessandra Vella, alla quale l’azienda ha conferito l’incarico tramite un’apposita deliberazione. Sarà lei a presentarsi in giudizio e a rappresentare le difese della Asl dinanzi al giudice del lavoro del Tribunale di Sulmona.
Già nel giugno dello scorso anno, 46 operatori sanitari avevano citato in giudizio l’azienda, lamentando anch’essi l’assenza del buono pasto.
Insomma, una situazione non nuova in quel di viale Mazzini. Paolo Costanzi, direttore da pochi mesi, si sta muovendo per tappare il buco ed evitare nuovi contenziosi. Ai dipendenti dovrebbero essere riconosciuti gli arretrati di cinque anni, almeno per gli aventi diritto ai buoni pasto. Una mossa da 10 milioni di euro per le casse dell’azienda sanitaria locale.
Commenta per primo! "Niente buoni pasto, ricorso di infermieri e operatori sanitari contro la Asl"