Niente fondi per il trasloco: a palazzo San Francesco non partono i lavori

I soldi ci sono, sottratti in parte dal premio assicurativo che avrebbe dovuto permettere la messa in sicurezza di palazzo Pretorio (quello dove l’intervento è stato solo di facciata), ma nella sede del Comune di palazzo San Francesco, al momento, di fare i lavori non se ne parla.

Il milione e settecentomila euro disponibili, infatti, restano nel cassetto in attesa di un appalto, al quale, però, non si può dare seguito non avendo previsto una soluzione alternativa alla sede nelle more del cantiere.

Insomma i lavori in via Mazara non si possono fare perché non si sa nel frattempo dove spostare il Comune.

L’idea originaria era quella di trovare riparo nella scuola Masciangioli che per ampiezza degli spazi e anche per la prossimità con il centro storico, era stata individuata come sede provvisoria possibile. Solo che i lavori in via Mazzini, nonostante gli annunci e i programmi, non sono ancora finiti, né si sa quando finiranno. Oltretutto, essendo passati troppi anni dall’aggiudicazione dell’appalto, i soldi disponibili non basteranno per completare l’opera, per cui almeno un terzo dello stabile resterà senza interventi. Il che riduce lo spazio disponibile, sempre che alle Masciangoli si voglia far tornare gli studenti sfrattati dopo il terremoto del 2016.

E’ saltata poi anche l’ipotesi di trasferire gli uffici nella sede distaccata dell’ex caserma Pace, da dove, anzi, presto dovranno verosimilmente smobilitare anche gli uffici presenti (sociale e cultura), essendo la struttura di proprietà del Demanio e già assegnata all’Agenzia delle entrate che dovrà lasciare via Salvemini (dove è in affitto da un privato).

Il problema, però, non è solo la struttura, ma anche tutto ciò che il trasloco di un ente comporta: insomma, non si tratta di trasferire una famiglia o un esercizio commerciale qualsiasi.

“La struttura che dovrà ospitare la sede del Comune – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Franco Casciani – dovrà avere non solo gli spazi necessari, ma anche una serie di complessi cablaggi e parametri di sicurezza e accesso che non sono facili da soddisfare: basti pensare all’aula consiliare, oppure alla sede di controllo della videosorveglianza cittadina che è ospitata nella sede dei vigili urbani. Insomma ci vorranno molti soldi non solo per il trasloco in sé, ma anche per rendere operativi gli uffici. E, a quanto mi risulta, in bilancio al momento non c’è un euro destinato al trasferimento”.

Una impasse alla quale il neo assessore spera di ovviare con un piano B (messo che ci sia stato un piano A): intervenire cioè sul dirimpettaio palazzo Mazara, chiuso anch’esso dopo il terremoto del 2017 e trasformato nel frattempo in un vespasiano per piccioni.

“Abbiamo a disposizione circa 350mila euro per questo edificio – continua Casciani – che potrebbero essere sufficienti per mettere in sicurezza il palazzo, se non proprio adeguarlo sismicamente. Il trasferimento sarebbe così più facile, anche perché il Palazzo è già cablato perché già sede del Comune”.

Dopo quasi tredici anni dal terremoto, chissà se i dipendenti comunali e i tanti utenti che frequentano il Municipio, potranno tornare a frequentare la casa comune senza la paura che gli caschi addosso.

4 Commenti su "Niente fondi per il trasloco: a palazzo San Francesco non partono i lavori"

  1. SalviamoSulmona | 20 Novembre 2021 at 22:23 | Rispondi

    Problemi problemi sempre e solo problemi.
    E che palle!!

  2. Se il comune va via dal centro, sarà definitivamente morto il centro storico.
    PS
    Per salviamo Sulmona :
    Leggi pure reteabruzzo e Sulmona oggi.. li’ va tutto bene!

  3. Se è una dislocazione temporanea, perché non valutate via salvemini, la sede che lascerà l’agenzia delle entrata, un edificio già adibito ad uffici in cui sarebbero necessari pochi interventi di adeguamento

  4. Per Gianni…
    Di temporaneo in Italia non c’è nulla(figuriamoci a Sulmona)
    Lo pagano i dipendenti comunali l’affitto dei locali!?

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