(Non) Comunicare per proteggere: l’app vuota a spese dell’Europa

E’ costato quasi 100mila euro (fondi europei), tra convegni, incontri, cartellonistica e l’applicazione che doveva essere la chiosa del progetto e l’inizio di “una nuova pagina del servizio di protezione civile, basato sul rapporto stretto del territorio, la rapidità e la precisione di informazioni” diceva poco più di due settimane fa la sindaca di Sulmona nella conferenza stampa di presentazione. “Comunicare per proteggere”, però, al momento fa tutto meno che comunicare – e neanche per proteggere evidentemente – visto che l’applicazione è praticamente vuota. Inutile. Al suo interno, oltre ai tre documenti messi dal Comune di Sulmona in occasione della conferenza stampa (un comunicato sul progetto Avirex e due divieti di transito e sosta risalenti a fine settembre – sette righe per ciascuno -) non c’è nulla. Vuoto più vuoto.

Nessuna voce sui Piani di protezione civile (per i pochi che ce l’hanno), sugli aggiornamenti del Covid, le ordinanze in vigore e i Dpcm, i numeri di telefono, i rischi idrogeologici e neanche sui gattini smarriti. Perché a parte il Comune di Sulmona (il cui Coc risulta ripetuto per tutti i Comuni) che si è limitato a mettere i tre comunicati che valgono più come esempio grafico, il resto dei dodici Comuni che aderiscono al progetto, oltre alla Comunità montana sirentina, non ha caricato sull’applicazione nulla. Anzi: ad attivare le chiavi di accesso che permettono l’inserimento delle notizie sono stati finora solo quattro Comuni. E lì si sono fermati.


La società che ha curato il progetto, la Infoteam di Pescara, non è in grado neanche di dire quante persone hanno scaricato l’applicazione. Ma c’è da giurare che sono pochissime.
Non che manchino, d’altronde, le informazioni da condividere (basti pensare alle modifiche alla viabilità), tanto più che su quel canale dovrebbe confluire un po’ tutto quello che si muove sul territorio: rischi, allarmi, ma anche eventi e appuntamenti.
Basterebbe, per iniziare, indicare i punti di raccolta e strategici, ad esempio, così giusto per guidare i cittadini in caso di terremoto, che quello non aspetta certo l’upload.
Il problema è che fatta la scatola, non si sa come fare per riempirla: al Comune di Sulmona, che è il più grande, non si è capito chi debba inserire i dati, nei Comuni più piccoli – su esplicita domanda – si sono candidati direttamente i sindaci, senza contare la Comunità sirentina dove l’unico dipendente andrà in pensione a gennaio.
Il progetto, però, è compiuto: i soldi intascati, i compiti a casa fatti, compreso l’evento di chiusura che doveva essere pubblico, ma che si è trasformato in una conferenza stampa a causa del Covid. A proposito di emergenze.

3 Commenti su "(Non) Comunicare per proteggere: l’app vuota a spese dell’Europa"

  1. Questo è un buon esempio di giornalismo locale

  2. Scusate, non commento mai ma…. io mi meraviglio che ci siano ancora persone che si …… meraviglino delle manchevolezze di questa amministrazione. D’altronde l’esempio viene dall’alto, più si sale nella scala politico-amministrativa più si hanno riscontri negativi. Soluzioni non ne ho ma chi dovrebbe averne sono gli stessi che hanno creato caos e disservizi. Buon fine settimana.

  3. Sano esempio di giornalismo. L’unico rimasto che non si è piegato.

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