Non si trova la stanza per l’autopsia: archiviata l’inchiesta sulla morte “in ambulanza”

L’inchiesta non può andare avanti: l’esame autoptico sulla salma di Attilio Caranfa, l’ottantenne di Marino domiciliato a Villalago e morto venerdì scorso nell’ex pronto soccorso di Sulmona dopo aver trascorso un giorno e una notte “parcheggiato” in un’ambulanza, non si può fare perché non si trovano strutture idonee ad eseguire l’operazione in sicurezza. L’anziano era infatti risultato positivo al Covid e per eseguire l’autopsia sul suo corpo sarebbe necessaria una struttura attrezzata a pressione negativa. Così oggi stesso la procura della Repubblica di Sulmona, dopo una settimana quasi che la salma è rimasta in una cella frigorifera, dovrebbe restituire il corpo alla famiglia e chiudere sostanzialmente il caso. Il sostituto procuratore Aura Scarsella aveva bussato alle porte di diversi ospedali per ottenere uno spazio idoneo, ma sia L’Aquila (per motivi tecnici – non sarebbero stati sostituiti i filtri) che Ancona (per motivi “politici”, ovvero la decisione di non accettare salme da fuori regione) hanno detto no. Di fronte all’impossibilità di eseguire l’esame peritale, così, la procura ha deciso di chiudere il fascicolo d’inchiesta, anche perché dalle prime indagini e al di là delle cause effettive della morte (dovuta probabilmente ad un attacco cardiaco), è emerso che il personale sanitario avrebbe comunque prestato tutte le cure che poteva all’anziano.

Le responsabilità, semmai, andrebbero ricercate altrove e sono soprattutto di natura politica e gestionale: perché il vero problema è come si sia arrivato a tanto, con pazienti che ancora nella giornata di ieri sono rimasti e rimangono parcheggiati per giorni nell’ex pronto soccorso trasformato nei fatti in un reparto Covid, con la differenza di essere completamente fuori norma.

E così sarà ancora per molto, perché anche i lavori annunciati ieri da Marsilio di un’area Covid all’Annunziata, che poi sarebbe un vero pre-triage da attrezzare in continuità con l’attuale pronto soccorso, vedranno la luce probabilmente solo poco prima di Natale. Con i contagi e i ricoveri che continuano ad aumentare in Centro Abruzzo (30 ieri), gli ospedali regionali che non hanno più posti letto e quelli che li hanno se li tengono stretti per rispondere alle esigenze del proprio bacino d’utenza.

Più o meno siamo al si salvi chi può.

(aggiornamento)

L’ospedale Spallanzani ha dato nella mattinata di oggi la disponibilità ad ospitare l’esame peritale

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