Nuovo plesso scolastico, al via l’iter di demolizione dell’ex Itis

Saranno aperte il prossimo 8 agosto le offerte presentate dalle ditte circa la demolizione dell’ex Itis di Pratola Peligna, il sito dove sorgerà il nuovo plesso scolastico del paese che raccoglierà, in un unico istituto, diviso in tre palazzine, alunni e studenti dall’infazia alla scuola secondaria di primo grado. Da lì i tempi di attesa, salvo complicazioni, sono quelli di 35 giorni dopo i quali l’aggiudicazione potrà dirsi definitivamente efficace e, nei 20 giorni successivi, i lavori partire.

Prosegue, così, l’iter verso il nuovo plesso, fortemente voluto dalla passata amministrazione De Crescentiis, ma un po’ meno dagli allora consiglieri di opposizione Antony Leone e Antonio Di Nino che hanno sempre patteggiato per la riqualificazione degli edifici esistenti. Da parte della nuova giunta, tuttavia, e così come era chiaramente riportato nel programma di mandato che gli è valso la vittoria indiscussa, l’interesse resta quello della sicurezza dei bambini promettendo, dunque, una vera e propria opera di vigilanza sugli atti e i lavori che condurranno al nuovo plesso.

Struttura il cui progetto esecutivo è, al momento, nelle mani dell’Urc di Fossa in attesa del “placet” finale. Si spera, a questo punto che i tempi si raccordino al meglio con la conclusione degli interventi di demolizione. Nel frattempo l’amministrazione Di Nino sta continuando i suoi sopralluoghi per verificare le condizioni di sicurezza delle scuole esistenti. Da queste visite è venuta fuori la necessità di far fronte alle dimensioni di alcune aule per le quali sindaco e giunta stanno vagliando diversi ipotesi.

1 Commento su "Nuovo plesso scolastico, al via l’iter di demolizione dell’ex Itis"

  1. Kevin cianfaglione | 4 Novembre 2017 at 5:39 pm | Rispondi

    Una ottima notizia, mi auguro e spero vivamente che ogni progetto presentato, e perdippiu approvato prevederà il rispetto e la salvaguardia del più ampio numero possibile di alberi già esistenti. Un patrimonio di alberi ormai gradi e quindi molto importante, sia nel numero che nella qualità degli stessi. Patrimonio che sarebbe da salvaguardare e valorizzare. Non come purtroppo spesso accade durante le rinnovazioni, ove la prima cosa che si fa è tabula rasa, per poi eventualmenet piantare nuove piante, spesso scelte male o tra le prima che capitano… Depauperando il patrimonio del verde urbano, con danni e sprechi. In bocca al lupo e speriamo bene.

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