Nuovo plesso scolastico: i soldi non bastano

Potrebbero non essere sufficienti i 4 milioni di euro circa per la realizzazione del nuovo plesso scolastico di via XXV aprile, quello ormai in programma a Sulmona da oltre sette anni.

La notizia è stata comunicata l’altro giorno durante la commissione congiunta comunale nella quale si è discusso il piano aggiornato delle opere pubbliche che sarà portato in approvazione lunedì in consiglio.

Il progettista incaricato ha evidenziato infatti una serie di problemi nel far corrispondere il progetto con le cifre stanziate e questo anche per la variazione dei prezzi intervenuta negli anni. La questione verrà discussa con gli uffici di Fossa la prossima settimana, con l’intento di trovare aggiustamenti al progetto o prevedere fondi aggiuntivi.

Il plesso dovrebbe ospitare tutte o quasi le scuole dell’infanzia della città: soluzione che è stata a lungo dibattuta e da alcuni contrastata per la necessità di assicurare scuole di prossimità ai bambini, anziché un contenitore unico. Dopo una lunga discussione politica, l’amministrazione Casini ha comunque deciso di procedere al progetto, ma ora il ritardo accumulato potrebbe rendere insufficienti i fondi.

In commissione si è fatto anche il punto sulle altre scuole: la Lombardo-Radice di via Togliatti è in attesa della progettazione esecutiva (in settimana, ha assicurato la sindaca), la scuola di Bagnaturo (per la quale il Pd ha rivendicato lo stanziamento di 430mila euro grazie all’intercessione della deputata Stefania Pezzopane) vedrà il prossimo anno l’affidamento della progettazione, le Masciangioli (anche queste beneficiarie di un ulteriore finanziamento di 150mila euro) ha i lavori in corso, anche se con enorme ritardo sulla tabella di marcia (sarebbero dovute essere già pronte), la Lola di Stefano resta in standby anche perché non si sa dove eventualmente trasferire gli alunni in caso di lavori, mentre per la Serafini si è in fase di allestimento del cantiere in attesa del parere del Genio civile.

E poi c’è il liceo classico, che è una capitolo a parte, con quell’appalto integrato a bando che non convince proprio nessuno e che, c’è da giurare, sarà oggetto di un acceso dibattito lunedì in consiglio.

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