Nursind, lettera al vetriolo contro il direttore Asl1 Ferdinando Romano

Riceviamo e pubblichiamo la lettera a firma di Antonio Santilli, Segretario Provinciale Nursind L’Aquila:

Egregio Direttore,

vengo con la presente a fare i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo a Lei ma, soprattutto, ai tanti lavoratori della Sua Azienda, sempre in prima linea per offrire quei servizi essenziali che tutti sbandierano come il miglior Servizio sanitario pubblico del mondo e che non di rado ottuse, vessatorie, supponenti, incompetenti e arroganti metodologie burocratiche talora amano contrastare, umiliare, ostacolare, quando addirittura – anziché premiare – punire.

Essendo Lei un medico, penso che con me deplori, in linea generale, il proliferare di circolari, direttive, pareri pro veritate, protocolli, chiose, annotazioni, proclami e dettami, spesso indecifrabili, con cui taluni assetti burocratici – inclini più a scopiazzare che ad ideare, ed avvezzi alla pratica del “passacarte”, quando non del meno compromettente “passaparola” (si sa: “verba volant”!) – pretendono di governare (dall’alto di una sacrale investitura, autoreferenziale ed inappellabile) le condotte professionali degli operatori sanitari ed i processi assistenziali (con l’interminabile corredo di criticità che quotidianamente ne impegnano le responsabilità), disattendendone ruoli e competenze ed infine rovesciando su di essi l’improba attuazione di modelli operativi che al concreto operare nell’interesse dell’utente antepone l’assillo di redigere rotoli chilometrici di schede, prestampati, moduli infarciti di postille ridondanti, spesso incomprensibili e talora contraddittorie, creando confusione ed incertezze in una interminabile sequenza di “deleghe di potere” (che taluno più realisticamente chiama “scaricabarili”) che tanto depongono a favore del “benessere organizzativo” degli operatori sanitari, fino a poco tempo fa consacrati, in piena pandemia, “eroi”, ed ora … Ma si sa: passata la festa ………!!

Tornando ora al tema dei voti augurali, non posso non auspicare che il sistema informatico di cui vi siete dotati la smetta di imporre il continuo inserimento di uno stesso dato nelle varie “mascherine” dei diversi, sconnessi e non comunicanti data base.

E, per rimanere in tema, come non parlare del nuovo regolamento aziendale sulla cartella clinica, che alla diffusa esaltazione della “digitalizzazione” ha preferito contrapporre la scelta di una riproduzione cartacea chilometrica che (a parte il più alto livello di errore nella trascrizione delle informazioni) costringe l’operatore a trascorrere il suo tempo di lavoro al computer, piuttosto che al letto del paziente oppure attendendo alle preminenti e delicate funzioni organizzative ed al governo delle attività assistenziali??

Ed ancora: come non richiamare alla Sua memoria la vexata quaestio (non negata e tuttavia imperturbabilmente mantenuta tuttora in “servizio permanente effettivo”) della trasparenza dei procedimenti di conferimento degli incarichi, in particolare di quelli con cui qualche dirigente continua ad investire, de facto, delle funzioni di coordinamento infermieristico collaboratrici le cui spiccate virtù e doti professionali saranno state indubbiamente rese oggetto di preventiva, attenta e più che soddisfacente sperimentazione, ma che tuttavia non sono state verificate dall’Azienda tramite procedimento selettivo ispirato ai principi di imparzialità e di buona amministrazione ed a seguito di valutazione comparativa delle posizioni degli aspiranti??

E come giustificare, nonostante l’impegno a reprimere queste indebite investiture (per cui è ancora pendente presso la Prefettura de L’Aquila il proclamato stato di agitazione del personale), il recente avvio di un procedimento il cui esito sembra destinato ad essere una vera e propria illegittima “sanatoria”, in palese contrasto con il vigente contratto di lavoro?

Qualche piccola doglianza mi consenta, inoltre, di riservarla alla constatazione che, a fronte dell’impinguamento degli uffici amministrativi con personale assunto a mezzo dei più svariati contratti – di cui mi sembra (ma non vorrei sbagliare) che qualcuno è sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità giudiziaria – servizi come quelli di Pronto Soccorso sono in procinto di implodere, mentre altri Reparti di degenza languono, stremati dalla carenza di personale o dalla massiccia presenza di personale in età avanzata, o debilitato, o invalido, o prossimo al pensionamento. Ed è certo accattivante, sig. Direttore, il video che mostra l’infermiere impegnato nel prolungato lavaggio delle mani prima di effettuare manovre sul paziente, salvo poi completarlo con la visione dello stesso infermiere che di notte si allontana dal Reparto – in cui dovrebbe prestare assistenza continuativa – per portare (in mancanza di addetti ai servizi di base) una salma in obitorio. E cosa dire (quanto a benessere organizzativo ed esaltazione della professionalità del dottore in infermieristica e degli altri operatori ospedalieri) a proposito della raccolta delle urine nei secchi perché mancano le sacche di raccolta?

Potrei continuare non so per quanto ancora, ma preferisco, nell’approssimarsi della parentesi natalizia, fermarmi qui, rinnovandoLe l’augurio di un sereno Natale, in una con l’auspicio che il 6 gennaio la Befana lasci a Lei, perché finalmente ne faccia buon uso, la scopa sulla quale ha compiuto il suo benefico viaggio.

Commenta per primo! "Nursind, lettera al vetriolo contro il direttore Asl1 Ferdinando Romano"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*