Odissea liceo Classico, fissato il ricorso al Tar: “Calcoli non attendibili”

Nuovo nodo da scioglie, nuova pagina di un romanzo che deve ancora essere concluso. Il lieto fine è ciò che tutti sperano, ma i capitoli mancanti sembrano ancora molti e se il tutto dovesse essere battuto a macchina il libro supererebbe anche “I Fratelli Karamazov” di Dostoevskij. È stato fissato al prossimo 9 giugno infatti il ricorso al Tar, già annunciato lo scorso aprile da parte della ditta seconda classificata, che potrebbe riaprire la gara d’appalto per i lavori al liceo classico Ovidio di Sulmona.

L’assegnazione per l’adeguamento in sicurezza della struttura, ormai vuota dal 2009, era stata data alla ditta sulmonese Salvatore e Di Meo. Seconda si era classificata la ditta Edil Co/Esse ingegneria, società con sede legale in Basilicata, che era rientrata già in corsa in gara con un ricorso al Tar dopo essere stata esclusa per un presunto difetto procedurale nella presentazione della domanda. Con l’affidamento dei lavori alla Salvatore e Di Meo, dopo una lunga battaglia giudiziaria portata avanti dall’Ordine provinciale degli architetti, i giochi sembravano fatti. Ma per vedere aperto il cantiere in piazza XX settembre ci vorrà probabilmente ancora del tempo e soprattutto molto dipenderà dalla decisione che prenderanno i giudici amministrativi il 9 giugno prossimo.

Il tribunale amministrativo regionale dovrà valutare la fondatezza delle osservazioni fatte dalla Edil Co/Esse e che sostanzialmente contestano l’attendibilità dell’indice di sicurezza che la struttura raggiungerà dopo i lavori, così come prospettato dalla ditta vincitrice della gara. Si tratta, in effetti, di un indice molto alto che supera il semplice parametro della messa in sicurezza (fissato per le scuole a 0,65), raggiungendo l’efficienza dell’adeguamento strutturale, ovvero superiore ad 1. Basti considerare che nella lunga vicenda burocratica del liceo classico il progetto del primo progettista incaricato era stato bloccato perché si fermava a 0,45. La Edil Co/Esse evidenzia in particolare degli errori nei calcoli, contesta la rispondenza delle cartine e persino il tipo di teloni utilizzati per la copertura del cantiere. Elementi molto tecnici, a dire il vero, che era impensabile che la commissione di gara prendesse in esame.

Dal canto suo la Salvatore e Di Meo ha presentato un ricorso incidentale nel quale contesta alcuni requisiti della Edil Co/Esse, come il mancato rispetto delle Ntc2018 e i requisiti dei progettisti.

Sarà comunque, salvo che i giudici non vogliano pronunciarsi per la nomina di un perito, il Genio civile a verificare la sostenibilità e rispondenza del progetto esecutivo che, d’altronde, non è stato ancora presentato. Al cantiere del liceo classico, d’altronde, manca ancora la firma sul contratto (che vale circa 3,2 milioni di euro), firma che arriverà, presumibilmente, dopo la pronuncia del Tar, se questo rigetterà la richiesta dei ricorrenti. Dopo di che l’appaltatore, secondo il capitolato del progetto integrato, avrà 45 giorni di tempo per presentare il progetto esecutivo e questo dovrà essere poi inviato prima al genio civile, poi alla soprintendenza, quindi dovrà passare per l’avallo del verificatore e ancora per quello del responsabile del procedimento.

A voler essere ottimisti i lavori a piazza XX settembre non inizieranno prima della primavera del 2022, con la prospettiva di tornare tra i banchi, sempre che tutto fili liscio, nel 2023. Quasi 15 anni dopo il sisma che ne ha portato alla chiusura. Tre lustri, tre cicli di studio completi, tre volte tanto i tempi di stesura dei “Fratelli Karamazov”. Dostoevskij dovrà farsene una ragione.

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