Ordigno inesploso nel Sirente: prorogata l’interdizione a Vallone di Forca

Servirà un nuovo cronoprogramma per le attività da svolgere, ma soprattutto servirà altro tempo per riaprire l’accesso nel Vallone di Forca, a Gagliano Aterno. L’interdizione alla località è scattata con un’ordinanza sindacale lo scorso 31 agosto, per la presenza di rifiuti di materiale bellico, tra i quali è presente anche un presunto ordigno.

Per questo motivo si ha la necessità di determinare e concordare tra i vari attori interessati nella segnalazione, per quanto di rispettiva competenza, un nuovo calendario per concertare come intervenire sull’area interessata. Non un problema da poco. Per la natura della stessa, per il numero di Enti coinvolti e per la complessità di interventi richiesti, si ha esigenza di tempi tecnici di valutazione, organizzazione e intervento.

Sull’area ha già fatto un sopralluogo l’esercito italiano lo scorso 26 agosto e che ad oggi la zona è interdetta con un raggio di 500 metri dal punto in cui è stato rinvenuto il presunto ordigno. I frammenti  lunghi anche 40 centimetri, sono ciò che resta di quando i versanti dei massicci abruzzesi erano poligoni montani, utilizzati dall’esercito per gli addestramenti. Il Sirente, ad esempio, ne è stato teatro fino al 1987. Residui di bombe sono stati scovati dai volontari della SOA in un ampio settore delle pendici orientali di monte San Nicola, sopra la piana di Baullo.

La Stazione Ornitologica Abruzzese aveva denunciato la possibile contaminazione del suolo lo scorso 17 agosto, svelando così la presenza del materiale ai piedi del Velino Sirente.

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