
Si affidano ai black market online, pagano in valute elettroniche e fanno recapitare la droga a destinatari e indirizzi non riconducibili a loro. È la nuova frontiera dello spaccio digitale, seguita da un numero crescente di giovanissimi in Centro Abruzzo, dove lo spaccio si organizza ormai a distanza di click.
L’ultimo episodio è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Sulmona, che ha arrestato un ventiseienne, Daniele Femia, lavoratore stagionale a Roccaraso. Il giovane è stato fermato nell’ambito di un’attività mirata mentre ritirava un pacco contenente circa 150 grammi di sostanze stupefacenti, tra cannabis e hashish, nascosto all’interno di un incubatore collocato in un’attività commerciale.
L’ordine, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato effettuato tramite Telegram, piattaforma sempre più utilizzata per transazioni illecite grazie ai canali criptati e alla facilità di accesso.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla, ha disposto l’arresto in flagranza di reato. Il 26enne si è difeso davanti al gip del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, spiegando che si è trattato di acquisto per uso personale. Il giudice ha convalidato l’arresto e applicato l’obbligo di firma.
L’operazione si inserisce in un’attività investigativa più ampia: da settembre a oggi, le Fiamme Gialle hanno sequestrato complessivamente otto etti di hashish acquistati con modalità analoghe, assicurando alla giustizia quattro ventenni. Due sono stati denunciati, mentre un altro giovane era stato arrestato lo scorso 22 settembre dopo aver ritirato un pacco contenente circa 300 grammi tra hashish e cannabis.
anche qui nome e cognome, mentre per il ladro “seriale” il nulla cosmico. why???
Ma può essere che i baroni della droga girano indisturbati per Sulmona nonostante le condanne e continuano a riempire le strade di droga e si perde tempo ad indagare su ragazzini con pochi grammi di fumo?