Orsi, gamberi e orchidee: “Allargare i confini del Parco a Case Pente”

L’ordine del giorno è stato presentato dalla consigliera comunale di opposizione Elisabetta Bianchi, ma la stessa giunta, con la sindaca e l’assessora all’Ambiente Manuela Cozzi, si erano già confrontate con l’associazione Orsa Pro-Natura che aveva protocollato la richiesta, tant’è che il documento è stato fatto proprio dall’amministrazione comunale.

L’obiettivo è quello di allargare l’estensione del Parco nazionale della Majella al fine di includere un’ampia fetta di territorio che insiste sulla riva sinistra del fiume Vella e in particolare lungo il Colle Macerre, località Case Pente, il Vallone di Grascito e Colle Mitra. Una richiesta, formalizzata dall’associazione anche al Comune di Pacentro, che muove da una relazione del Parco Majella dello scorso anno con la quale anche l’ente di salvaguardia aveva offerto il suo contributo per opporsi all’insediamento, in quella zona, della centrale di spinta di Snam.

Le evidenze ambientali, archeologiche e storiche della zona sono, secondo questa relazione, importanti, tanto da richiedere l’inserimento dell’area tra quelle “intoccabili”.

In particolare si spiega nella relazione come la zona sia interessata dalla presenza di almeno trenta diverse specie di orchidee molte delle quali endemiche e alcune rarissime a livello regionale e come, a piedi della Majella, siano state riscontrate proprio a Case Pente i passaggi e stazionamenti di diversi animali protetti: 5 individui di orso bruno marsicano solo nel 2019, e 15 negli ultimi otto anni, tra cui tre esemplari femmine riproduttive; e ancora la presenza del gatto selvatico e in acqua del gambero di fiume e del tritone crestato italiano già tutelati a livello europeo.

L’area rientra poi tra quelle ad interesse archeologico e storico con il ritrovamento di sepolture di epoca italica e romana, quella della famosa “iscrizione dei callitani” del I sec. A.C. ora conservata al museo dell’Annunziata; nonché le chiesette rupestri di Sant’Angelo in Vetulis del sec. VIII e il sarcofago di età romana contenente le spoglie di Numisina.

1 Commento su "Orsi, gamberi e orchidee: “Allargare i confini del Parco a Case Pente”"

  1. francescovalentini1935 | 14 Novembre 2020 at 18:32 | Rispondi

    Apprendo con piacere di questa iniziativa intesa ad ottenere ampliamento dei confini del Parco per motivi di salvaguardia del patrimonio faunistico e ambientale:possono costituire un valido motivo per bloccare la scellerata iniziativa Snam la quale pero’ dovrebbe essere formalmente invitata a dimostrare se tecnicamente l’impianto rispetta la normativa Seveso e il D.L. 334/99 che entrano in esercizio a seconda della çapacita’ di manipolazione della quantita’ di gas immesso nelle tubature. Se ai motivi ambientali si aggiungono quelli tecnici la Snam potrebbe anche vedersi sfuggire….l’affare che i politicanti dell’epoca avevano promesso:per fortuna sono spariti…ma non tutti purtroppo. E noi aspettiamo di conoscere la nostra sorte.

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