
Un capitolo a parte è dedicato alla realizzazione dell’ospedale di Sulmona, terminato nel 2017, dalla Inso di Firenze, in associazione temporanea di imprese con l’aquilana Edilfrair, dell’ex presidente dell’Ance provinciale Gianni Frattale, la Sardaleasing e Iccrea BancaImpresa, con altre due imprese, Sof e G.e.te., incaricate della manutenzione edile e dell’impiantistica della struttura per un periodo di 20 anni. È quello contenuto nella relazione di deferimento della Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti, del 21 dicembre scorso, a firma del magistrato istruttore Bruno Lomazzi. Una relazione dove si evidenzia la peculiarità dell’intervento realizzato utilizzando il “leasing in costruendo”, formula di partenariato pubblico-privato originale rispetto al project financing, in quanto il soggetto utilizzatore, ovvero la Asl, stipula un contratto di leasing con l’intermediario finanziario, la società di leasing, impegnandosi al pagamento di un canone periodico a fronte del godimento del bene del quale potrà acquisire la proprietà, tramite riscatto, al termine del periodo contrattuale, previo pagamento di un prezzo.
“Perché la Asl provinciale non ha sfruttato l’opzione di riscatto del nuovo ospedale di Sulmona, realizzato con il leasing in costruendo, affrontando un esborso finanziario complessivo pari a 38.021.763 euro nel periodo 2019-2038, oltre al pagamento di una rata per canone di manutenzione, rivalutabile triennalmente, di euro 536.298 l’anno per il medesimo arco temporale, con un canone annuale di 1,7 milioni?”. Questo il quesito dei giudici che nella stessa relazione hanno analizzato anche i bilanci del 2024, quando era ancora dg Ferdinando Romano, evidenziando i costi della produzione aumentati da 745 a 802 milioni, del 7,5%, nonostante il piano di rientro dal deficit, criticità alla voce del personale, sull’inventario dei beni mobili ed immobili fermo al 2015. E poi sui ritardi della messa a terra dei fondi del Pnrr per gli ospedali e le case di comunità. Tutte criticità a cui i vertici dirigenziali dell’azienda di cui è dg dal 1 settembre, Paolo Costanzi, hanno dovuto dare spiegazioni e fornire aggiornamenti, nell’adunanza pubblica del il 29 gennaio.
La posa della prima pietra dell’ospedale, del primo lotto, era stata messa a dimora nel dicembre 2014, dal presidente Luciano D’Alfonso, dall’assessore alla sanità, Silvio Paolucci, dall’ex sindaco di Sulmona Peppino Ranalli e dall’allora manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri.
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