Ospedale rumoroso, palla al giudice civile. Residenti chiedono risarcimento da due milioni

Non si spegne con la prescrizione il contenzioso sull’ospedale “dell’Annunziata” di Sulmona. La vicenda del cosiddetto “nosocomio rumoroso”, che dal 2016 al 2022 ha alimentato proteste e segnalazioni da parte dei residenti di viale Mazzini, approda ora sul terreno civile. Sette abitanti della zona hanno infatti citato in giudizio la Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, chiedendo un risarcimento danni che sfiora i due milioni di euro.

La battaglia era iniziata dieci anni fa e aveva trovato un punto di svolta nell’autunno del 2022, quando, a seguito dell’ennesima segnalazione, i tecnici dell’Arta Abruzzo avevano effettuato rilievi fonometrici certificando “emissioni oltre il limite consentito dalla legge”. In particolare, secondo quanto messo nero su bianco dall’Agenzia regionale, il rumore prodotto dagli impianti aeraulici dell’ospedale aveva determinato il superamento del limite differenziale notturno con finestre aperte.

Accertamenti che portarono l’allora sindaco sulmonese, Gianfranco Di Piero, a firmare un’ordinanza, intimando all’Azienda Sanitaria Locale di adottare “tutti gli accorgimenti necessari, con particolare riguardo alle aree confinanti con le abitazioni”, per ridurre l’impatto acustico sugli edifici residenziali.

Lo scorso anno la chiusura del capitolo penale, senza alcuna pronuncia nel merito. Nel settembre 2024, per l’ex manager Rinaldo Tordera, era arrivata la sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La Procura di Sulmona aveva aperto un fascicolo anche nei confronti dell’ex manager Roberto Testa, successivamente archiviato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, nel 2024, e dell’ex direttore generale Ferdinando Romano. Di quest’ultimo la posizione è ancora al vaglio degli inquirenti.

“La prescrizione non equivale a un’assoluzione nel merito”, ribadiscono i residenti, spiegando le ragioni della scelta di proseguire sul piano civile. Da qui la richiesta di risarcimento avanzata da sette cittadini che, a loro dire, avrebbero subito per anni un disagio significativo.

La Asl, intanto, continua a respingere le contestazioni. A prendere le difese dell’Azienda sanitaria è il nuovo direttore generale, Paolo Costanzi, che gli interventi per il contenimento delle emissioni sonore sono stati eseguiti e collaudati circa due mesi fa. “Non vi è più alcun disagio”, precisa Costanzi, evidenziando inoltre che le abitazioni dei residenti sarebbero state acquistate dopo la messa in funzione delle sale operatorie.

La palla passa al giudice civile. Sarà lui a decretare se, e in quale misura, il rumore del nosocomio peligno abbia prodotto un danno risarcibile.

1 Commento su "Ospedale rumoroso, palla al giudice civile. Residenti chiedono risarcimento da due milioni"

  1. alla fine se la ASL viene condannata a risarcire i denunzianti chi paga siamo sempre noi cittadini con l IRPEF Regionale che la giunta sarà costretta ad aumentare ancora.l errore e del Comune di Sulmona che nella redazione e nell approvazione del prg non doveva destinare le aree intorno al nosocomio a zona edificabile almeno stabilendo un tot metri di rispetto da una struttura sanitaria già persistente.Il problema se si và in tutte le città d Abruzzo a parte l Aquila ed Avezzano che sono strutture costruite negli anni 80 sono collocate nella periferia estremail S.Salvatore a Coppito e il S.Filippo e Nicola ad Avezzano in zona Stadio dei pini tutti gli altri sono nei centri delle città e sono il doppio del nosocomio di Sulmona.Ai cittadini di Sulmona va detto che con i tempi che corrono tra mancanza di medici e personale infermieristico forte debito sanitario Regionale bisogna tenersi ben stretto questo ospedale altrimenti prima o poi lo trasformeranno in una RSA che non farà rumore ma costringerà tutta la Valle Peligna a curarsi almeno a 60chilometri di distanza sia verso la montagna che verso la costa.

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