Ospedale, Verì: “struttura da 10 e lode” ma servono numeri, strategie e fare rete

Un ospedale che deve portare, in sostanza, ora più che mai, i numeri e farsi reale riferimento di un territorio. Un nosocomio chiamato ad individuare obiettivi, strategie, priorità per le aree di intervento, il tutto in una relazione chiesta dall’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, oggi in visita nel nuovo plesso sulmonese, da presentare ai tavoli romani del Ministero.

Una struttura da 10 e lode”, sottolinea la Verì che si complimenta col direttore Di Biase. Il passo da fare, per cercare di mantenere i servizi per i quali si chiede tutela, è quello di inquadrare la situazione in una prospettiva innovativa perché, specifica l’assessore, “se creiamo qualcosa anche di nuovo, di innovativo, di più ampio troveremo anche la possibilità non solo di assorbire unità ma di prenderne altre”

Rete di servizi, una sorta di fidelizzazione di pazienti e numeri, questo lo slancio per il nososcomio peligno. Insomma Sulmona deve fare leva sul servizio sanitario che offre ad un comprensorio orograficamente disagiato e deve mostrarlo in termini di presenze numeriche, nero su bianco, per capirci attirare numeri e non fare andare i cittadini in altri presidi, dimostrare di poter raccogliere le utenze dei comuni limitrofi e montani, creando rete.  Anche se poi, per non far andare via i pazienti, per fidelizzare l’utenza bisognerebbe rivedere anche la questione medici, personale e contratti.

La Verì chiede così un report in cui raccogliere dati sull’utenza che proviene dai comuni vicini e di scegliere le aree di maggior intervento. Il reparto delle annose lotte, il punto nascita, quello di oncologia, la richiesta è anche sulla gestione emergenze, il pronto soccorso.

Presenti all’incontro, oltre alle professionalità ospedaliere, le consigliere regionali Antonietta La Porta e Marianna Scoccia.  Proprio La Porta, lo scorso 5 aprile, aveva già comunicato di aver pronto un dossier sulla sanità peligna, un quadro che nonostante le potenzialità riporta una realtà fatta di “molteplici abusi e aberrazioni amministrative”. La consigliera in quota Lega spiega di essere felice di questa visita dell’assessore Verì che in questo modo “ha potuto constatare il livello della struttura, un nuovo ospedale, il più sicuro in Abruzzo, che non solo ha bisogno (per il suo bacino, la composizione orografica dei comuni) ma merita di avere servizi, unità ed eccellenze al suo interno. La Porta ribadisce “Vigilerò affichè venga fatto del bene per la sanità del territorio, per questo ospedale. Seguirò tutti gli iter e gli atti, monitorerò perché sia finalmente dirottato sull’ospedale di Sulmona e sulla sanità peligna l’interesse mancato fino ad ora”.

Catia Puglielli del Tdm si dice soddisfatta da questo primo incontro, ha colto l’occasione per consegnare le firme raccolte su oncologia. “Ci ha detto di voler aiutare il territorio, alla proposta di una radioterapia a Sulmona si è dimostrata molto interessata. Non mi è sembrato un interlocutore sordo, anzi”. La Verì ha domandato del cronoprogramma, su quando aprirà l’ospedale, data che dovrebbere essere segnata per il 15 maggio, e le attività. “Ci ha chiesto una relazione, io mi ocuperò di Oncologia ma la mia attenzione sarà anche per gli altri reparti  interessati, verificare la stesura della relazione richiesta”.

A chiedere con urgenza un tavolo dedicato e articolato, è il sindaco Casini, per affrontare “le diverse questioni in modo più approfondito, da cui scaturiscano linee chiare e soluzioni per la sanità peligna nel suo complesso” La Casini specifica “È quanto ho richiesto questa mattina stessa all’assessore regionale, prima della sua visita odierna al nosocomio, dato che, telefonicamente, mi ha comunicato il ridotto tempo a disposizione oggi per dedicare il giusto spazio alla discussione di queste importanti problematiche” Questioni che vanno dall’ospedale nuovo, che rischia di restare una scatola vuota, alla sanità territoriale, “che non ha la giusta dignità”, fino alla vertenza San Raffaele, “che ancora non ha una soluzione, con la conseguente mortificazione di un’ eccellenza regionale, mettendo a rischio i livelli occupazionali della struttura, che sono ormai non più rinviabili “

Anna Spinosa

5 Commenti su "Ospedale, Verì: “struttura da 10 e lode” ma servono numeri, strategie e fare rete"

  1. ma la Scoccia che c entra ?? sta ovunque !! sa solo mettere la faccia e fare proclami su internet

  2. Per Peppe
    Scoccia ti piaccia o no è consigliere regionale di
    Maggioranza per fortuna senza il tuo voto

    • di maggioranza?? l UDC? il partito della mangiatoia ?? ma per favore ..a sulmona vanno a braccetto con il pd è in regione con il centro destra ! svjat na poc

  3. Comprendo che è assai difficile parlare con chi è ossessionato dall’invidia .
    Ti suggerisco di canditarti la prima occasione se ne. Sei capace!!!!!!

  4. bene,questi cilatroni devono preparare ancora la relazione,dossier,rapporto,(gia’ inviata quella di Popoli) ..tutte chiacchiere..innanzitutto i denari sono dei Contribuenti,dei Cittadini,i politici sono dei semplici “gestori”(unico paese al Mondo), tantissimi gli inconcludenti,incapaci,incompetenti…
    nell’Universo intero,per qualsiasi piano,progetto,ecc, illusioni faraociche comprese,esiste sempre una pianificazione,programmazione,organizzazione,agenda,coordinamento..
    (gli efficienti hanno sempre un piano “b” ) per la concretizzazione dell’opera,con/per risultati certi,nello specifico la fruibilita’,funzionalita’…illuminante la raccolta fondi per l’acquisto di un ecografo,quindi?
    Questi signori non hanno le competenze,perizia,praticita’,abilita’nell’amministrare
    la Sanita’,le priorita’, i numeri statistici,casistica,pazienti/abitanti/territorio,patologie,
    soprattutto in riferimento alle esigenze (dovute) dei proprietari,i Cittadini(non utenti) quali cure valida,adeguate,con tecnologie di ultima generazione,personale,tecnici,medici, qualificati,professionalmente validi,moderni macchinari ,ecc,ecc il tutto corrispondente ed in linea con le indicazioni e criteri di valutazione degli standard Europei in termini di appropriatezza,efficienza,qualita’,efficacia,sicurezza delle prestazioni erogate…
    i signori sono campioni di spot pubblicitari,purtroppo non hanno piani,strategie,disegni,
    tattiche,indirizzi,obiettivi…meglio: hanno comprato il cappello, quindi credono di essere Napoleone,o no?

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