Ospedali, nessuna tregua. Sui contagi indaga la procura. Opposizione: “Piano vaccini ultimo in Italia”

Diminuiscono di poco i contagi, ma aumenta la pressione sulle strutture ospedaliere: l’emergenza in Abruzzo non si placa e in particolare nelle province di Chieti e Pescara che con i loro 278 nuovi casi coprono oggi oltre il 70% dei positivi accertati (387). La percentuale con i tamponi molecolari processati si abbassa all’8,3%, ma i ricoveri crescono sia nella medicina Covid che nelle terapie intensive.

In ospedale si trovano infatti 642 pazienti, 21 in più rispetto a ieri in medicina Covid (567) e 2 in più in terapia intensiva (75).

Frena, se non altro, il numero dei decessi: oggi sono 2, a fronte di 278 guariti e 106 positivi in più rispetto a ieri, con attualmente 12483 persone colpite dal virus.

L’Abruzzo, che manterrà anche per la prossima settimana la zona arancione, è tra le regioni più attenzionate d’Italia, specie per il dilagare della variante inglese sulla cui trasmissione c’è anche un’inchiesta della procura di Pescara, con il Nas che nei giorni scorsi è andato ad acquisire la documentazione relativa ai verbali delle riunioni del Cts e con un’ipotesi di reato che è quella di omissione d’atti d’ufficio.

Intanto le opposizioni in consiglio regionale denunciano la lentezza del piano vaccinale in Abruzzo: penultimo e ultimo in Italia rispettivamente nel rapporto dosi-popolazione (4,28%) e persone vaccinate-popolazione (1,55%). “Secondo il Lab24 del Sole 24 Ore l’Abruzzo – denuncia il centrosinistra – raggiungerà di questo passo l’immunità di gregge il 2 aprile del 2024”.

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