Ostetricia e Ginecologia a rischio paralisi, scende in campo anche il vescovo. Appello di AMCI e Diocesi

Un appello urgente alla politica regionale e locale, alle istituzioni sanitarie e all’intera opinione pubblica. È quello lanciato dalla Sezione di Sulmona dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), pienamente sostenuta dal Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, Monsignor Michele Fusco, per difendere l’Ospedale Unico della Valle Peligna da una situazione definita “grave e crescente”.

Al centro della preoccupazione, le criticità che stanno investendo l’Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia, alle prese con una carenza di personale medico che rischia di paralizzare uno dei reparti cardine nel presidio ospedaliero di Sulmona.

La situazione è precipitata in poche settimane a causa di una serie di assenze non prevedibili che hanno ridotto drasticamente la presenza dei dirigenti medici in servizio. Dal trasferimento di un ginecologo all’assenza per maternità di una dirigente medica; fino all’imminente e prolungata indisponibilità di un terzo medico per motivi di salute.

Una combinazione che, secondo l’AMCI, necessita di un intervento immediato per evitare il collasso del servizio e garantire la continuità assistenziale. Senza un potenziamento tempestivo dell’organico, a rischio non c’è solo l’operatività della UOC, ma la piena funzionalità dell’intero ospedale “dell’Annunziata” e con essa il diritto alla cura dei cittadini della Valle Peligna.

Tanto per farne capire la centralità, la Ginecologia e Ostetricia di Sulmona è stata protagonista, nell’ultimo anno e mezzo, di un importante percorso di crescita. Con l’arrivo del nuovo primario, Cosma Cosenza, il 19 giugno 2024, i numeri dell’Unità Operativa parlano di circa 500 interventi chirurgici eseguiti in meno di 18 mesi. A ciò si aggiungono le attività di elevato livello su patologie complesse, oncologiche e non.

Un patrimonio professionale che, secondo AMCI e Diocesi, non può essere messo a rischio da una gestione emergenziale e da carenze di organico.

La richiesta è chiara: l’attivazione urgente di misure straordinarie per rafforzare la dotazione di personale medico del reparto. Tra le soluzioni indicate, l’AMCI suggerisce l’ipotesi delle assegnazioni temporanee; il bando di concorsi rapidi e le convenzioni con specialisti esterni. L’obiettivo è quello di garantire la continuità del servizio, tutelare la salute pubblica e preservare la credibilità del nosocomio peligno.

“Il diritto alla salute, riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione – sottolinea l’associazione – deve essere assicurato a tutti i cittadini del Centro Abruzzo”.

4 Commenti su "Ostetricia e Ginecologia a rischio paralisi, scende in campo anche il vescovo. Appello di AMCI e Diocesi"

  1. Siamo certi di quello che si legge?
    Come si può NON ritenere prevedibile:
    – un trasferimento di un ginecologo
    – un’assenza per maternità di una dirigente medica
    – una “imminente” RIPETO IMMINENTE e “prolungata” indisponibilità di un terzo medico per motivi di salute (cioè è ancora in servizio ma si sa che la cosa sarà lunga?)

    Si tratta di combinazioni o di INCAPACITA’ ORGANIZZATIVA reale o voluta?

    Dov’è questo PROMESSO ospedale di I° livello?

    La volete smettere di fare UNICAMENTE le visite istituzionali?
    FATE I FATTI!

    Riempite l’ospedale di Sulmona come sono pieni gli altri ospedali, in addetti, in servizi e in macchinari e mantenete tutto efficiente.

  2. Giusto un miracolo per Sulmona !

  3. non capisco cosa c’è da ridere nei commenti mah.

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